TCR Italy | Tavano: “Soddisfazione doppia per il secondo titolo con Cupra” [INTERVISTA]

Altro trionfo per il siciliano

Salvatore Tavano si è raccontato ai nostri microfoni, in occasione dell'ultimo round del TCR Italy a Monza.
TCR Italy | Tavano: “Soddisfazione doppia per il secondo titolo con Cupra” [INTERVISTA]

Un’affermazione perentoria quella di Salvatore Tavano nel TCR Italy 2019: il pilota di punta della Scuderia del Girasole by Cupra Racing ha conquistato il secondo titolo nel tricolore ancora a Vallelunga, prima dell’ultimo round a Monza. Proprio nell’Autodromo abbiamo incontrato il pilota siciliano, che ci ha raccontato la sua stagione.

Come ti senti dopo aver vinto per la seconda il TCR Italy e, soprattutto, con un marchio come Cupra?

«Una soddisfazione doppia, nel vero senso della parola! Anche perché l’anno scorso siamo partiti insieme in questa avventura nel TCR Italy ed è stato il loro primo anno di competizione nel motorsport, e quindi il fatto aver vinto mi ha dato un’enorme carica e motivazione per riprovarci, anche perché il secondo anno è quello più duro. Nel motorsport vige questa regola non scritta che riconfermarsi è la cosa più difficile. Quest’anno ci siamo riusciti e devo dire grazie a Cupra e ai ragazzi della Scuderia del Girasole che, in ogni condizione, mi hanno dato una macchina competitiva e all’altezza degli avversari. Tutto ciò mi ha consentito di riprovarci e di farcela».

Il secondo appuntamento di Misano è stato da dimenticare: ti sei abbattuto e poi ti sei ripreso? Avresti mai pensato di arrivare, in quel momento, a fine stagione con il successo del titolo?

«L’obiettivo sin dall’inizio era quello di puntare al campionato italiano per la seconda volta. È ovvio che l’evento di Misano ci ha buttato giù il morale, anche perché arrivavamo lì primi in classifica e quindi ci ha colpito nell’immediato. Dall’indomani ti assicuro che siamo ripartiti con ancora più carica e determinazione rispetto a prima perché sapevamo di dover recuperare un problema che ci era occorso e ci abbiamo messo, io da parte mia, tutta l’esperienza e la mia professionalità, e i ragazzi da parte loro di più forse con il lavoro e le notti passate in officina per cercare di presentarci al terzo appuntamento nel migliore dei modi, per recuperare il più possibile il terreno perso».

E dopo Gara 2 di Vallelunga come ti sei sentito?

«Il fatto di essere riusciti in breve tempo a riprendere in mano la situazione ci ha dato una carica che ci ha consentito di arrivare fino a Vallelunga consapevoli delle nostre possibilità. È ovvio che anche dopo ci sono stati dei momenti difficili – ricordo una qualifica a Imola particolarmente travagliata, anche a Vallelunga la stessa non era andata al meglio. Però, alla fine ripeto: con grande determinazione e forza di volontà e, devo dire la verità, con gli uomini di Cupra che ci hanno fatto sempre sentire parte del progetto e priorità per quello che erano i loro programmi».

Invece, come ti sei trovato con Matteo Greco, più giovane di te e da due anni nella squadra? È un po’ come un figlio: come vi siete trovati?

«Tarcisio Bernasconi, il gran capo del Reparto Corse di Cupra in Italia, mi ha chiesto due anni fa – per non dire un altro termine (e ride, ndr) – di prendere Matteo per mano. Ti devo dire la verità: all’inizio l’ho fatto con un attimo di tentennamento perché noi piloti, capirai, siamo un po’ gelosi della nostra esperienza e della nostra professione, però mi sono immediatamente ricreduto e riallineato con la volontà di Tarcisio perché ho avuto modo di conoscere Matteo anche dal punto di vista umano. Mi sono rivisto quindici anni addietro e da quel momento, dalla seconda volta che l’ho visto, ho capito che era importante per il brand, per la squadra e soprattutto per me stesso il fatto di poter contare su un compagno di squadra veloce e sempre competitivo. Non ho avuto remore, non mi sono nascosto e ti posso dire che oggi Matteo, nonostante l’età, ha avuto la possibilità di imparare e di crescere velocemente grazie a una serie di professionisti che si sono aperti a lui e che gli hanno trasmesso ciò che magari riesci ad acquisire in un decennio; lui in due anni ha fatto tesoro di questo perché ha la testa, oltre ad avere il piede, e ha bruciato le tappe. Ovvio che da qua in avanti il percorso formativo non è finito, sarà comunque dura il fatto di conquistare qualcosa per lui d’importante, ma ha bruciato le tappe e ora arriva il momento clou per fare le giuste decisioni per prendere la giusta strada, ma ha tutte le carte in regola per ben figurare».

Qual è stato il rivale più difficile in questa stagione?

«Sicuramente Matteo mi ha messo il pepe sulla coda, come si suol dire. Anche Hyundai con Marco Pellegrini ma anche Audi con Enrico Bettera hanno fatto un ottimo lavoro, sono cresciuti tanto rispetto al 2018. Hanno fatto la miglior stagione entrambi perché corrono da tanto in questo tipo di competizioni. In alcuni momenti anche l’Alfa Romeo con Massimiliano Mugelli è stata competitiva, un avversario più che temibile. Comunque, il campo da gioco è stato ricco di avversari e di gente che si è data veramente da fare per cercare di strapparci via questo titolo dalle mani».

Obiettivo del prossimo anno è vincere di nuovo?

«Ho ancora più fame e ambizione di quanto non ne avessi alla fine del 2018! Sono pronto a rimettermi in gioco, a ributtarmi a testa bassa nel nostro lavoro. Bisognerà capire quali sono i programmi per il futuro, ma sicuramente sono pronto per qualsiasi cosa che mi chiederanno di fare».

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