WRC 2020, il calendario ufficiale: chi entra, chi esce e i dettagli di un campionato sempre più globale

Sei continenti per il WRC 2020

Dopo tanti rinvii, la FIA ha ufficializzato il calendario del WRC 2020: tre novità (Africa, Nuova Zelanda e Giappone), alcuni spostamenti e l'apertura delle frontiere del Mondiale
WRC 2020, il calendario ufficiale: chi entra, chi esce e i dettagli di un campionato sempre più globale

Da quanto trapelava nei giorni scorsi, suffragato anche dalle ipotesi lanciate da Jean Todt in persona, si pensava che il calendario del WRC 2020 potesse essere ufficializzato i primi di ottobre. Invece, l’attesissima e più volte rimandata lista degli appuntamenti del Mondiale Rally del prossimo anno è stata diramata proprio oggi.

Anzitutto, l’inevitabile allargamento delle frontiere del campionato c’è stato, visto che per la prima volta vengono toccati tutti i continenti escluso, per ovvie ragioni, l’Antartide. L’iter sofferto del calendario (doveva essere ufficializzato praticamente a giugno dopo il Rally Italia Sardegna, poi di rinvio in rinvio si è arrivati ad oggi) ha prodotto tre nuovi appuntamenti che fanno arrivare a sei i continenti toccati dal WRC, mentre le gare restano sempre 14 in tutto. Inoltre escono di scena alcuni round storici legati all’Europa, mentre altri si spostano e potrebbero cambiare qualcosa del proprio programma. Procediamo per gradi.

WRC 2020: la prima parte dell’anno, il trittico sudamericano ed il ritorno del Rally Safari

La stagione 2020 si aprirà con l’immarcescibile Rallye di Monte Carlo che a gennaio inaugurerà l’annata competitiva con una serie di novità nelle prime due giornate di gara (rimarrà uguale a quest’anno solo la tappa finale di domenica), seguito poi dalla Svezia e dal Messico. Arriviamo così in primavera e notiamo la prima assenza, ovvero quella del Tour De Corse. Assenza, diciamocelo, annunciata e praticamente certa prima dell’ufficializzazione del calendario 2020, per via dell’impossibilità da parte della Fédération Française du Sport Automobile di sostenere l’evento anche il prossimo anno.

Ecco quindi che la Corsica verrà sostituita dal Rally del Cile, entrato nel programma del WRC quest’anno, a cui poi seguirà il Rally Argentina: come si può notare si creerà una lunga parentesi sudamericana a partire dall’evento in Messico per poi scendere nel Paese del tango e delle finanze pubbliche in dissesto. Rispetto alla scorsa stagione, nel 2019 il Cile verrà prima dell’Argentina.

Siamo arrivati in prossimità dell’estate, ed ecco che si torna in Europa per alcune prove classiche come il Rally del Portogallo ed il Rally Italia Sardegna, ancora una volta piazzato agli inizi di giugno (che potrebbe però far ritornare la propria base da Alghero, sede dell’evento sin dal 2014, ad Olbia).

La seconda metà della stagione si apre con la prima novità del 2020, ovvero il tanto annunciato ritorno del Rally Safari, di scena in Kenya. Nairobi ospiterà l’ottava gara dell’anno a luglio, che ritorna nel palcoscenico del WRC dopo esservi comparsa l’ultima volta nel 2002. Gli equipaggi si ritroveranno così ad affrontare gli sterrati africani che non ammettono prigionieri: tuttavia è ancora da vedere come sarà sviluppata la gara vera e propria e cosa prevederà di preciso nelle sue prove speciali (che dovrebbero essere ambientate nella Grande Rift Valley, tra il Lago Naivasha e l’Elmenteita), visto che sicuramente verrà rispettata la storia di questo evento nato nel 1953 ma al tempo stesso la competizione verrà aggiornata per non sfigurare nel nuovo calendario WRC.

WRC 2020: la seconda metà ed il ritorno di Nuova Zelanda e Giappone

Archiviato il Safari, si torna in Europa per il Rally di Finlandia, che fino a quest’anno apriva la seconda metà dell’anno dopo la pausa estiva. Segue un altro salto ai confini del mondo per la seconda novità del 2020, ovvero il Rally della Nuova Zelanda (per la gioia della gloria locale Hayden Paddon, che scalpita per tornare a correre a tempo pieno nel Mondiale), che si ripresenta nel calendario dopo sette anni di assenza. Auckland sarà il fulcro dell’evento settembrino che sarà anch’esso su sterrato. Sempre nello stesso mese ma verso la fine avremo il Rally di Turchia, dato per spacciato per alcuni ed invece confermato per il terzo anno dal suo ritorno in pianta stabile nel WRC (certo, ci sarà da lavorare per rendere il parco assistenza più accessibile al pubblico vista la zona dove è collocato, criticata da alcuni team per quanto è isolata).

L’autunno porterà con sé il primo evento su asfalto del nuovo calendario vista la dipartita del Tour De Corse, ovvero il Rally di Germania, che da fine agosto si sposta ai primi di ottobre: un trasloco che potrebbe comportare una possibile rivisitazione della gara. Arriviamo così al penultimo appuntamento, ovvero il Rally del Galles, o meglio Rally di Gran Bretagna come viene riportato ufficialmente: un dettaglio non di poco conto visto che si vocifera di una trasformazione dell’evento che diventerebbe a rotazione tra i vari Paesi dell’isola britannica (si parla di Irlanda del Nord e della Scozia).

Infine, il WRC 2020 si chiude a fine novembre con il secondo evento su asfalto e terza novità, ovvero il Rally del Giappone. Anche l’ufficializzazione di questa gara era un segreto di Pulcinella, che vedrà il ritorno della nazione nipponica dopo una assenza di dieci anni. La location scelta non sarà però Hokkaido, isola a nord del Paese sede nel recente passato, ma Nagoya, nell’isola principale del Giappone, Honshu. Un luogo che dovrebbe favorire l’affluenza del pubblico anche dalla capitale Tokyo, a tre ore di auto di distanza, e che regalerebbe cartoline dalle zone montuose di Aichi e Gifu, nella regione di Chubu. Intanto questo novembre si terrà, a poche settimane dal Rally Australia, un test event per poter provare le potenziali prove speciali dell’evento 2020 e far acclimatare team e commissari di gara. La prova si chiamerà Central Rally Aichi / Gifu, durerà due giorni ed è prevista il prossimo 9 e 10 novembre.

Qualcuno avrà notato un’altra assenza oltre al Tour De Corse, ovvero il Rally di Catalogna che, a sorpresa, saluta il calendario. Tuttavia non si tratta di un addio definitivo visto che l’evento iberico rientra nel nuovo progetto di rotazione degli appuntamenti WRC per favorire il ricambio e la varietà del Mondiale. Questo significa che il Catalunya dovrebbe tornare nel biennio successivo al 2020, stando all’accordo tra organizzatori e promoter del WRC.

WRC 2020, il calendario ufficiale

ROUNDRALLYDATA
1.Monte-Carlo23 – 26 Gennaio
2.Svezia13 – 16 Febbraio
3.Messico12 – 15 Marzo
4.Cile16 – 19 Aprile
5.Argentina30 Aprile – 3 Maggio
6.Portogallo21 – 24 Maggio
7.Italia4 – 7 Giugno
8.Kenya16 – 19 Luglio
9.Finlandia6 – 9 Agosto
10.Nuova Zelanda3 – 6 Settembre
11.Turchia24 – 27 Settembre
12.Germania15 – 18 Ottobre
13.Gran Bretagna29 Ottobre – 1 Novembre
14.Giappone19 – 22 Novembre

Crediti Immagine di Copertina: WRC

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