CIRT | Andreucci debutta al Rally Nido dell’Aquila. “Il futuro? Voglio correre, ma non ad ogni costo”

Le dichiarazioni di Paolo Andreucci

Alla vigilia del suo esordio al Rally Nido dell'Aquila, penultimo appuntamento del Campionato Italiano Rally Terra, Paolo Andreucci parla della gara, gli avversari, la stagione nel CIRT ed il futuro
CIRT | Andreucci debutta al Rally Nido dell’Aquila. “Il futuro? Voglio correre, ma non ad ogni costo”

L’imminente Rally Nido dell’Aquila, penultima tappa del Campionato Italiano Rally Terra 2019, segnerà l’esordio nella gara umbra di un debuttante di lusso come Paolo Andreucci.

L’undici volte campione Tricolore rally nella massima categoria nazionale riprende il suo cammino stagione nelle vesti (praticamente inedite) di terraiolo, dopo i trionfi nel CIR: a bordo della vettura con cui è in simbiosi, la Peugeot 208 T16 R5, e con alle note Rudy Briani, il garfagnino si prepara ad affrontare questo weekend il suo terzo appuntamento stagionale nel CIRT, dopo i podi ottenuti al Rally Adriatico e al San Marino Rally ed essersi assentato al Rally Italia Sardegna (pur essendo presente ad Alghero, assieme alla sua Anna Andreussi). Nel mezzo, l’impegno come coach Peugeot e mentore per il giovane equipaggio formato da Tommaso Ciuffi e Nicolò Gonella, impegnati con la 208 R2 nel Campionato Italiano Rally, e per i trofeisti del Peugeot Competition.

Andreucci: “Il Nido dell’Aquila è una gara che non conosco”

Gli esami non finiscono mai, neppure per un plurititolato come Andreucci, che affronta da neofita del Nido dell’Aquila la gara umbra del 27 e 28 settembre. «Non l’ho mai corsa. Però – rivela in una serie di dichiarazioni rilasciate al sito di ACI Sport – ho un ricordo del ’90. Se non sbaglio andai per fare delle prove nei pressi delle speciali di oggi. Ricordo uno sterrato veloce e con diversi tornanti a salire. Però effettivamente è una gara che non conosco». Aggiunge il toscano: «Un nuovo tracciato su cui correre non capita spesso, soprattutto per me che sono anni che corro in giro per l’Italia».

A suo dire «sarà un rally sulla falsariga degli altri per quanto riguarda il Campionato. Ci saranno i soliti piloti delle gare precedenti [o quasi, visto che ritroverà in gara un avversario dei tempi del CIR, oltre a Umberto Scandola, ndr]. Gli avversari sono sempre quelli e sarà di nuovo un rally bello combattuto. Noi cerchiamo di andare bene e di fare sempre meglio. Anche nell’ultimo round a San Marino infatti sentivo sempre più confidenza. Dopo qualche gara avevo iniziato a migliorare e mi sarebbe piaciuto fare qualcosa in più di quello che alla fine abbiamo raccolto».

Buoni i riscontri con la Peugeot 208 T16 R5 gommata Pirelli sulla terra, come rivela Andreucci: «Grazie ai nostri sponsor, a Stefano Peletto su tutti, FIAMM e adesso anche con Tomei Nautica Service stiamo portando avanti un buon campionato, continuiamo ad aumentare anche il feeling con la vettura ed a bordo con il mio navigatore Rudy Briani. Da venerdì saremo pronti per far divertire i tanti appassionati che ci seguiranno a bordo della nostra fiammante Peugeot 208 T16, certi di non passare inosservati».

L’anno sperimentale di Andreucci

L’attuale quarto classificato nel CIRT con 20 punti, 32,50 in meno rispetto al leader Stéphane Consani, nasconde le proprie carte e non ritiene ci possano essere cambi della guardia nella vetta del campionato: «Al momento credo che lui [Consani, ndr] sia davvero avvantaggiato. Ha un buon margine di punti di vantaggio su tutti e la questione Campionato sembra abbastanza indirizzata. In più Consani è un bravo pilota con una buona macchina. Quindi la vedo difficile che si possa riaprire».

Andreucci comunque promuove il Tricolore Terra («Questo è davvero un bel campionato. Le gare su terra in Italia poi sono tutte molto belle. Ai piloti fa sempre piacere correre sulla terra, in più, in questo Campionato ci sono tante macchine e piloti di livello. Tutto questo rende il contesto particolare e molto interessante, sia per chi corre che per gli appassionati») ed ammette di essersi ambientato nelle sue nuove vesti di terraiolo e di coach. «È stata un’esperienza positiva con i corsi Peugeot, a seguire i trofeisti e i giovani piloti. Che sono molti», spiega il garfagnino, tutto sommato lieto di aver vissuto quello che lui definisce «un anno sperimentale», oltre a staccare «un periodo dal CIR per studiare altre cose». Una esperienza formativa secondo Andreucci: «Ho avuto l’opportunità di confrontare e guardare diversi ambienti, conoscere molte situazioni e farmi un’idea su diversi contesti. È servito come nuovo punto di vista per capire lo status dei piloti in Italia e analizzare anche come e cosa si può fare per aumentare il livello dei piloti italiani».

Il futuro è ancora da scrivere, anche per un giovanotto come il pilota toscano. Al momento non c’è nulla di definito, visto che Andreucci non sa ancora cosa farà di preciso nel 2020. Continueranno comunque ad esserci dei punti fermi, spiega: «Mi piace sempre condividere i programmi insieme a Peugeot e Pirelli. Con loro abbiamo dei piani ancora da definire e alcuni progetti da portare avanti». Tuttavia ammette che non sono state intavolate le discussioni per la nuova stagione: «Sinceramente […], ad oggi non abbiamo ancora parlato del futuro. Stiamo portando avanti anche dei test, ma non abbiamo ancora abbozzato nulla in prospettiva». Paolo Andreucci chiosa infine con un moto di schiettezza: «Guardando avanti comunque posso dire che mi piacerebbe continuare a correre, ma non voglio farlo a tutti i costi»

Crediti Immagine di Copertina: ACI Sport


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