WRC | Rally Turchia 2019, Citroen torna alla vittoria con Ogier, secondo Lappi. Tanak soffre ma resta leader

Ogier rilancia il campionato WRC

Doppietta Citroen al Rally Turchia 2019, che vede salire sul podio finale Ogier e Lappi. Hyundai resta in testa ai costruttori, Tanak tra i piloti ma... Tutti i dettagli e la classifica finale
WRC | Rally Turchia 2019, Citroen torna alla vittoria con Ogier, secondo Lappi. Tanak soffre ma resta leader

Non si sa se il Rally di Turchia resisterà ancora nel calendario del WRC, ma certamente non sono molti altri gli appuntamenti del Mondiale capaci di regalare così tanti colpi di scena (come era avvenuto d’altronde l’anno scorso).

Il trionfo Citroen al Rally Turchia 2019

La notizia è che Ott Tanak fallisce la tripletta di vittorie dopo i successi in Finlandia ed in Germania, ricalcando quanto fece l’anno scorso in cui completò l’hat trick trionfano in Turchia. Ed invece il successo ha arriso a Citroen WRT, con il ritorno alla vittoria quest’anno di Sébastien Ogier dopo il Rally del Messico (ben sette appuntamenti fa!), ma non solo: sul podio sale anche un ritrovato Esapekka Lappi, che conquista il secondo posto (e siamo a tre piazze d’onore in questa stagione dopo la Svezia e la Finlandia) dopo aver condotto buona parte del rally al primo assoluto, almeno sino alla PS12 dove stalla con la vettura aprendo così le porte al compagno di squadra per il primato.

Gli alfieri Citroen in ogni caso evitano grossi rischi, errori notevoli e forature che hanno compromesso invece il cammino degli avversari sugli ostici sterrati turchi. In questo caldo weekend sul Mar Egeo la C3 WRC è tornata a dare prova di grandi prestazioni sul fondo a lei più congegnale, mentre se è vero che il team è ancora lontano da poter ribaltare le sorti del campionato costruttori (sono fermi al terzo posto con 259 punti: un buon passo avanti rispetto ai 216 precedenti ma ancora lontani dai 295 di Toyota Gazoo Racing e i 314 dei leader Hyundai Motorsport), Ogier invece ritorna al secondo posto nella classifica piloti con 193 punti, a 17 lunghezze dal primo posto di Ott Tanak.

La resa di Tanak

Così, se il sei volte campione del mondo si rilancia nella corsa per il settimo alloro, Toyota e il suo pilota di punta tornano a casa con la coda tra le gambe. L’estone infatti sin dalle prime battute non offre le prestazioni a cui ci ha abituato: mai sul podio assoluto, mai capace di tempi notevoli (a parte nella PS14 e nella Power Stage) e piegato da una foratura e soprattutto da un guasto all’Engine Control Unit della sua Toyota Yaris WRC prima della PS9, ovvero l’unità di controllo motore che, finita ko, ha impedito alla vettura di accendersi a pochi istanti dalla partenza della prova. Tanak ha tuonato contro il suo team, sostenendo chiaro e tondo che con errori del genere il campionato rischia e non poco (era già successa una cosa simile in Argentina e al Rally Italia Sardegna, proprio nell’ultima prova speciale mentre l’estone andava a prendersi una vittoria certa).

Tanak resta comunque leader del campionato ma, abbiamo visto, senza più quel margine di fuga che lo metteva in rampa di lancio per il titolo. La presenza dei suoi compagni di squadra, Jari-Matti Latvala e Kris Meeke, nella top ten al sesto e settimo posto (Tanak è solo sedicesimo), consente a Toyota di restare in corsa nella classifica costruttori ma fallisce il ribaltone ai danni di Hyundai Motorsport.

Hyundai prima tra i costruttori ma Neuville delude

Quest’ultimo team gioisce di un nuovo podio a firma di Andreas Mikkelsen, terzo a più di un minuto dalla vetta: il norvegese replica il piazzamento ottenuto allo scorso Rally Italia Sardegna e dimostra di avere le carte in regola per domare gli sterrati più implacabili con la Hyundai i20 Coupé WRC. Ma il team di Andrea Adamo deve fare i conti con un caso Thierry Neuville, che dal secondo posto al Rally del Portogallo 2019 non riesce più a salire su un podio. Partito non al meglio dalle posizioni basse della top ten, il belga poi è risalito sino al terzo posto sino al fattaccio della PS8, in cui un masso ha fatto uscire fuori strada la vettura facendo perdere all’equipaggio quattro minuti (qui il resoconto nel dettagli e il video dell’incidente).

Relegato al nono posto, poi diventato ottavo alla fine, Neuville disputa un’altra gara in cui è costretto a limitare i danni e a concentrarsi sui punti extra della Power Stage. Ancora una volta, una combinazione tra errori e sfortune (come era avvenuto in maniera clamorosa al Rally del Cile e poi in Germania), blocca le ambizioni del belga, che torna terzo nella classifica piloti con 180 punti, tredici in meno di Ogier e a 30 di distanza da Tanak. Se non altro, Hyundai Motorsport si consola con il citato podio di Mikkelsen (e ormai quarto nella classifica piloti) e il quinto posto di un ottimo Dani Sordo, che tengono in vita la leadership della scuderia di Alzenau per il campionato costruttori.

Gli altri piazzamenti, il riscatto M-Sport e il WRC2. Ottimo ritorno in gara per Andolfi

Il resto della top ten vede la rinascita di M-Sport con Teemu Suninen, autore di buone prestazioni e quasi zero errori: si tratta del miglior risultato per il team di Richard Millener dal Rally Italia Sardegna di quest’anno, dove lo stesso finlandese salì sul podio. In attesa che Elfyn Evans ritorni nel prossimo appuntamento al Rally del Galles, il resto della compagine M-Sport ottiene nel WRC il nono posto di Pontus Tidemand ed il decimo assoluto di Gus Greensmith, impegnato nel WRC2 Pro.

Appunto, il WRC2 Pro, che è stato un autentico torneo ad eliminazione tra i soli tre equipaggi iscritti: prima il giovane Kalle Rovanpera spreca la seconda occasione consecutiva (dopo il precedente Rally di Germania) di proseguire la sua striscia di vittorie per colpa di una raffica di forature nella prima mattinata e una uscita di strada che fa cappottare la sua Skoda Fabia R5; poi Greensmith vede ridursi il suo vantaggio per una improvvida uscita di strada alla fine della PS16 (come vedremo nei dettagli della cronaca che segue). Alla fine però il pilota M-Sport, al ritorno nella classe R5 dopo aver sostituito sulla Ford Fiesta WRC l’infortunato Elfyn Evans nei due appuntamenti precedenti, riesce ad ottenere la vittoria nel WRC2 Pro con una trentina di secondi su Jan Kopecký, a sua volta leader sino alla PS11 per poi perdere il vantaggio per colpa di una foratura.

Nel WRC2 dei privati vince Kajetan Kajetanowicz su Skoda Fabia R5, ma segnaliamo il gran bel ritorno in gara di Fabio Andolfi dopo l’incidente in Germania: assieme al navigatore Emanuele Inglesi il savonese porta la sua Fabia R5 al terzo posto di categoria, quattordicesimo assoluto.

Rally Turchia 2019: il resoconto dell’ultima giornata

L’ultima giornata parte con la PS14 di Marmaris 1 da 7,05 km e con il ritorno in auge di Ott Tanak, che conquista il miglior tempo (da notare che sulla sua Toyota Yaris WRC non ha portato con sé una ruota di scorta per renderla il più possibile agile e leggera) ma rivolge ormai le sue attenzioni ai punti bonus della Power Stage finale, cercando di risparmiare le gomme: non a caso per queste prime speciali ha montato le soft. Intanto, Ogier, forte del quinto tempo rispetto al nono del compagno di squadra Lappi, allarga il divario da quest’ultimo a 5,7 secondi (erano 2 decimi alla fine della giornata di ieri). Entrambi comunque ammettono di non voler spingere come forsennati in queste prove speciali, visto che l’obiettivo è mettere in sicurezza il podio con Ogier in vetta.

Mikkelsen resiste al terzo posto aumentando di qualche secondo il vantaggio che detiene su Suninen, quarto e alle prese con qualche problema di trazione alla sua Ford Fiesta WRC. Mentre i Toyota Latvala e Meeke stazionano al sesto e al settimo posto, con l’obiettivo di portare in salvo qualche punto per la classifica costruttori, Neuville langue all’ottavo mirando anch’esso al bottino della Power Stage.

Saltiamo ora alla PS15 di Gökçe da 11,32 km, in cui Latvala va a tavoletta conquistando il miglior tempo per cercare di accorciare la distanza con il quinto posto assoluto occupato da Dani Sordo, ed ottenere così un miglior saldo di punti per il campionato costruttori. Le consegne del team sono comunque quelle di evitare rischi, ma di non avere al tempo stesso un atteggiamento remissivo giacché bisogna approfittare, spiega Latvala, di un eventuale errore degli avversari.

Invariata la top ten e il distacco che separa Ogier da Lappi, segno di quanto entrambi stiano andando con i piedi di piombo.

Penultima prova speciale prima dei botti sparati nella Power Stage, la PS16 di Çiçekli da 13,20 km (che l’anno scorso era presente nella prima giornata del Rally di Turchia) non cambia di una virgola la top ten assoluta, ma si staglia il miglior tempo in prova di Mikkelsen, sempre più in forma. Da notare però dei piccoli ma incisivi movimenti sussultori in vetta, con il ritardo di Lappi da Ogier che sale a quasi 20 secondi: questo perché il finlandese ha girato con l’anteriore della sua Citroen C3 WRC, andando quasi a sbattere contro gli alberi. Il pilota è stato tanto così dal gettare alle ortiche la doppietta del team di Pierre Budar, ma la situazione è rientrata senza alcun dramma.

Brutto spavento invece per Gus Greensmith ed Elliott Edmondson, che proprio dopo aver tagliato il traguardo della speciale finiscono con la Ford Fiesta R5 fuori strada, rimediando danni notevoli alla vettura (ma fortunatamente l’equipaggio sta bene).

Il Rally di Turchia 2019 si conclude con l’attesa Power Stage di Marmaris 2, dove gli equipaggi hanno potuto dare finalmente dare sfogo agli impulsi: Tanak dà fuoco alle polveri e si prende il miglior tempo e i cinque punti extra per tenere ancora un po’ in vita la sua corsa al titolo piloti, mentre Neuville ed Ogier si spartiscono rispettivamente il secondo miglior riscontro cronometrico ed il terzo. La top cinque della Power Stage si completa con Latvala e Suninen.

Rally Turchia 2019: la top 20 finale

POS.#PILOTATEMPODISTACCO
1.1S. OGIER3:50:12.1
2.4E. LAPPI3:50:46.8+34.7
3.89A. MIKKELSEN3:51:16.6+1:04.5
4.3T. SUNINEN3:51:47.2+1:35.1
5.6D. SORDO3:52:38.0+2:25.9
6.10J. LATVALA3:53:11.2+2:59.1
7.5K. MEEKE3:54:05.4+3:53.3
8.11T. NEUVILLE3:55:46.9+5:34.8
9.7P. TIDEMAND3:57:35.0+7:22.9
10.22G. GREENSMITH4:05:30.8+15:18.7
11.23J. KOPECKY4:06:00.2+15:48.1
12.41K. KAJETANOWICZ4:06:00.4+15:48.3
13.44M. BULACIA4:07:40.3+17:28.2
14.42F. ANDOLFI4:15:14.2+25:02.1
15.43H. SOLBERG4:20:31.4+30:19.3
16.8O. TÄNAK4:29:22.3+39:10.2
17.48B. CUKUROVA4:29:37.5+39:25.4
18.21K. ROVANPERÄ4:33:21.2+43:09.1
19.45P. NOBRE4:34:17.5+44:05.4
20.53B. MANYERA4:43:03.5+52:51.4

Vota questo articolo
Leggi altri articoli in Primo Piano

Commenti chiusi

Articoli correlati