W Series | Jamie Chadwick: il passato, il presente e il futuro della prima campionessa

Un ritratto della britannica

La W Series ha incoronato Jamie Chadwick nella sua prima stagione, ma cosa ci si aspetta dalla ragazza britannica?
W Series | Jamie Chadwick: il passato, il presente e il futuro della prima campionessa

La W Series ha lanciato il suo primo talento: Jamie Chadwick si è aggiudicata il titolo della prima stagione della serie monomarca tutta al femminile. Ma cosa ci riserverà il talento britannico e cosa ha dimostrato quest’anno e in passato?

Il passato: dalle Ginetta alla Formula 3 britannica

Fin da subito si può dire che la giovane 21enne, originaria di Bath, era una delle favorite per il successo, non solo per le doti al volante ma anche per l’esperienza che aveva alle spalle. Dopo aver corso nei kart, la Chadwick è salita su una Ginetta G40J già nell’inverno 2012, per poi prendere parte allo Junior Championship sia nel 2013 che nel 2014, collezionando in tutto 12 podi. L’anno di svolta è nel 2015, dove passa al British GT Championship con una Aston Martin V8 Vantage GT4 e vince il titolo di classe assieme a Ross Gunn, oltre alla 24 Ore di Silverstone. Non riuscirà invece a ripetersi la stagione dopo, dove chiuderà solamente 13esima e saltando tre gare.

L’approdo nelle formule arriva nel 2017: scelta da Double R Racing, la Chadwick completa 24 gare e coglie un 3° posto in Gara 2 a Rockingham; ancora meglio l’anno dopo, con la prima vittoria in Gara 2 a Brands Hatch ma con Douglas Motorsport, oltre a un altro podio nel primo round a Oulton Park. Nel frattempo, non si tralasciano le corse GT: sempre con una Aston Martin Vantage V8, ottiene un 5° posto nella classe SP8 alla 24 Ore del Nürburgring del 2018, ritornando poi nell’Inferno Verde quest’anno e vincendo nella classe SP8T.

Il presente: titolo nella W Series e nella MRF Challenge

Non è sbagliato dire che la Chadwick si è allenata duramente per ottenere il titolo della W Series. Certamente, il talento c’era e forse bastava, ma la britannica non ha lasciato nulla al caso e ha disputato un appuntamento a marzo della Formula 3 asiatica, oltre ad aver vinto nella MRF Challenge quest’inverno. Così, alla prima corsa di Hockenheim si è presentata in forma: pole position e vittoria, che sembravano presagire un facile monologo dell’inglese. Per fortuna non è stato così, soprattutto per l’opposizione di Beitske Visser che, dal canto suo, può contare una lunga esperienza nella World Series by Renault 3.5, nell’ADAC Formel Masters e anche delle apparizioni in GP3.

Alla fine dei conti, son arrivate solamente due trionfi su sei appuntamenti, ma ben tre arrivi a podio. La forza della Chadwick è stata nella costanza, dove si è dimostrata un vero martello. È proprio su questo in cui ha puntato: dare tutto nella prima metà, per poi passare a una fase di controllo. A Brands Hatch, ultimo round decisivo, è apparsa in difficoltà – vuoi per la pressione, vuoi per la voglia di non incombere in inutili errori – ma ha centrato il titolo senza troppi problemi.

Il futuro: un approdo in Formula 3?

Cosa ci aspetta da ora in poi? Per il momento, il premio finale di 500mila dollari tanto basta per continuare la propria carriera nelle monoposto, e il titolo può far comunque bene al di là delle critiche verso la W Series. Per il momento c’è la sua presenza nel programma junior della Williams in Formula 1, e poi chi lo sa. Le strade percorribili sono tante, ma indicativamente sono due: approdare nell’Euroformula Open o alzare l’asticella e andare direttamente nella Formula 3 internazionale. Staremo a vedere.

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