CIVM | Quasi trecento iscritti al Trofeo Luigi Fagioli. Biasion premiato: le sue parole

Alto numero di partecipazioni al Luigi Fagioli

Il 54esimo Trofeo Luigi Fagioli porterà a Gubbio quasi trecento piloti, pronti ad affrontarsi sulla cronoscalata valida per il Campionato Italiano Velocità Montagna
CIVM | Quasi trecento iscritti al Trofeo Luigi Fagioli. Biasion premiato: le sue parole

Questo weekend si rinnoverà l’appuntamento con il Trofeo Luigi Fagioli, giunto alla sua 54esima edizione e valido come nono appuntamento del Campionato Italiano Velocità Montagna. La Montecarlo delle Salite si prepara ad accogliere a Gubbio una start list notevole per quantità e qualità.

La lotta per il vertice del CIVM 2019 al Trofeo Luigi Fagioli

Saranno ben 292 i piloti che hanno presentato la propria iscrizione all’evento che si terrà dal 23 al 25 agosto, lungo il percorso della cronoscalata di 4,15 km che sale verso il valico della Madonna della Cima (qui tutti i dettagli). Tra i vari iscritti nelle categorie Turismo e Rally, Prototipi, GT, Formula e Silhouette spicca ovviamente il nome di Omar Magliona, in testa nella classifica assoluta del campionato con 71,50 punti nonché trionfatore al Luigi Fagioli dello scorso anno. Il pilota a bordo della Osella PA2000 (per la prima volta al Trofeo con questo modello) dovrà guardarsi da avversari come Denny Zardo, secondo in classifica a quota 64 punti e a bordo della Norma M20RC Zytec, stessa vettura del compagno di squadra nel team Best Lap Simone Faggioli, attuale terzo del CIVM 2019 e già dieci volte campione europeo: titolo che attualmente detiene Christian Merli, anche lui al via in quel di Gubbio. Per Faggioli e Merli quello del Trofeo organizzato dal Comitato Eugubino Corse Automobilistiche rappresenterà un ritorno dopo quattro anni di assenza, pronti a replicare il duello messo in scena al recente FIA Hill Climb Master tenutosi proprio a Gubbio lo scorso ottobre.

Tra gli altri iscritti al 54esimo Luigi Fagioli segnaliamo l’alfiere di Speedmotor Michele Fattorini, a bordo della Osella FA30 e attuale quarto nel campionato ed il debutto dell’austriaco Christoph Lampert, su Osella FA30; al via anche Marco Maffessoli che porterà sulla cronoscalata umbra la smart EQ fortwo e-cup, vettura iscritta alla categoria Racing Start Elettriche e che ha esordito quest’anno al Trofeo Vallecamonica Malegno, ed Ettore Bassi, attore di professione e pilota per passione, con l’Osella Pa21 JrB Suzuki («Il tracciato è particolare – analizza Bassi, che proprio a Gubbio ha avuto modo di girare delle fiction per la Rai – sintesi di diverse caratteristiche: completo, selettivo e insidioso, di difficile interpretazione. Vi sono tratti misti e scorrevoli, altri molto guidati, si alternano parti altamente tecniche e altre dove occorre più agilità. Se interpretato come si deve offre diverse opportunità per fare la differenza»).

Biasion commenta il premio di cui verrà insignito al Luigi Fagioli

Infine, ricordiamo gli eventi collaterali del Trofeo Luigi Fagioli 2019, ovvero il Raduno Ferrari (in collaborazione con il Ferrari Club Italia) e la premiazione del Memorial Angelo e Pietro Barbetti, tradizionalmente conferito a grandi personalità del motorsport. Quest’anno verrà celebrato Miki Biasion, già due volte campione WRC nel 1988 e 1989 su Lancia Delta Integrale, nonché in corsa nei tracciati del Luigi Fagioli quando il percorso rientrava nel programma del Rallye Sanremo nei primi anni Novanta, nei tempi in cui la gara faceva parte del calendario mondiale.

«Sono onorato di ricevere un premio tanto prestigioso – ha commentato Biasion – e di far parte della rosa di nomi altisonanti che lo hanno ritirato, come me hanno vissuto un periodo fulgido dell’automobilismo italiano, abbiamo avuto il privilegio di poter dare molto allo sport in quegli anni. Cosa che oggi è più difficile. Abbiamo vissuto da protagonisti gli anni dell’epopea dell’automobilismo. Ho corso sulle leggendarie prove speciali umbre dal 1982 al ’92. Una zona e un territorio meravigliosi che amo, per i luoghi ma sopratutto per la gente straordinaria che vi si trova. Torno con gioia in quelle zone, anzi forse posso godermele di più poiché vi ritorno senza pressioni addosso, come quando le mie trasferte erano legate alle gare».

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