Blancpain | Leventis positivo all’antidoping, squalificato per quattro anni

Guai per il proprietario di Strakka

Nick Leventis, proprietario di Strakka Racing, è risultato positivo all'antidoping nella gara di Laguna Seca del 2018.
Blancpain | Leventis positivo all’antidoping, squalificato per quattro anni

Non una bella notizia quella che ci arriva da Nick Leventis: il pilota britannico è stato squalificato per ben quattro anni, dopo essere risultato positivo a un controllo antidoping della FIA al termine della 8 Ore di Laguna Seca dello scorso anno.

Due le sostanze contestate dalla FIA

Non era ancora sceso in pista in questo 2019 il proprietario di Strakka Racing, che aveva allestito solamente una Mercedes-AMG GT3 per la Blancpain GT Endurance Cup – quella affidata a Dev Gore, Lewis Williamson e Jack Hawksworth, più David Fumanelli e Christina Nielsen. Infatti, il 39enne, figlio del magnante dell’imbottigliamento di bevande Harry Leventis, era stato sospeso provvisoriamente a inizio gennaio, e ora è arrivata la conferma della squalifica. Nella gara tenutasi in California (dove era arrivato 8°), erano stati riscontrate tracce di drostanolone, uno steroide anabolizzante, e anastrozolo, un farmaco anticancro. Il pilota non farà ricorso, avendo già comunicato l’intenzione di ritirarsi e spiegando che l’assunzione delle sostanze è involontaria. Speriamo solo che la squadra non abbia delle ripercussioni, avendo dato spazio a diversi giovani talenti nel panorama endurance.

Cosa dice il comunicato emesso dalla FIA

Così si legge nella nota della Commissione Antidoping della FIA: «Il pilota ha affermato, nella successiva udienza del 25 marzo 2019, che la violazione della norma antidoping era involontaria, spiegando che l’anastrozolo era stato prescritto da un medico e che il drostanolone gli è stato fornito da un personal trainer (con ricetta). Il pilota afferma che le sostanze sono state somministrate senza alcuna intenzione di migliorare le sue prestazioni e che non sapeva che esisteva il rischio che la somministrazione delle sostanze avrebbe comportato una violazione delle regole antidoping».

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