Rally Estonia, al via tutti i grandi team WRC, Tanak incluso. Ma si apre il dibattito sui rally nazionali usati come test

Tanti nomi eccellenti al Rally Estonia

Al Rally Estonia, evento che promuoverà l'ingresso della gara nel WRC, saranno presenti molti equipaggi del Mondiale. Pierre Budar di Citroen, intanto, nei giorni scorsi ha aperto un fronte polemico
Rally Estonia, al via tutti i grandi team WRC, Tanak incluso. Ma si apre il dibattito sui rally nazionali usati come test

Da come sta evolvendo la situazione, pare che il Rally Estonia 2019 rischi di diventare l’evento dell’estate rallistica: da venerdì 12 a domenica 14 luglio si terrà nel Paese baltico il primo evento promozionale WRC della storia, al quale ha aderito una start list di tutto rispetto.

La genesi e le caratteristiche del Rally Estonia

Lo Shell Helix Rally Estonia (così come è conosciuto dall’anno scorso, dopo uno stop nel 2017) ha fatto parte dell’ERC, ma ora le ambizioni per il salto di qualità sono giunte a maturazione, come ve ne parlammo tempo fa. 15 prove speciali su un tracciato su sterrato di 151,98 km rappresentano il percorso dell’evento, con la base fissata a Tartu, la seconda città più grande del Paese, luogo anche della cerimonia del podio finale. Nata nel 2010 dall’iniziativa del navigatore Silver Kütt, l’ex pilota WRC Urmo Aava e Tarmo Hõbe, che ha dato il nome alla gara (beh, non ci voleva chissà quale sforzo di fantasia), la prova estone è cresciuta negli anni, sino alla prima consacrazione dell’ingresso nel campionato continentale, dal 2014 (anno in cui ottenne pure il riconoscimento di migliore rally ERC della stagione) al 2016.

Noto per il percorso disseminato di salti sugli sterrati inizialmente scorrevoli per poi rovinarsi passaggio dopo passaggio, il Rally Estonia richiede concentrazione e una cura eccellente delle note, oltre a presentare un certo tasso di spettacolarità in tratti come il salto di Alaküla, che fa compiere alle vetture un balzo lungo anche 40 metri. Una buona palestra in vista dell’appuntamento (quello sì del Mondiale) del successivo Rally di Finlandia, ma nel tempo la gara baltica ha raccolto l’adesione di molti protagonisti poi distintisi nel WRC, come Mads Ostberg, il primo ad ottenere il record di due vittorie in altrettante edizioni, condiviso poi con la gloria locale Ott Tanak, qui trionfatore nel 2014 e nel 2018. Tra l’altro quest’anno una delle speciali si svolgerà ad Elva, cittadina che diede i natali al pilota Toyota Gazoo Racing e al suo navigatore Martin Järveoja.

L’adesione di Tanak e degli altri team mondiali

Ed è proprio l’equipaggio tutto estone uno degli ultimi a confermare la presenza alla gara del prossimo luglio: dopo l’atroce finale al Rally Italia Sardegna, il duo si è ricaricato per lanciare l’assalto al titolo WRC nelle prove della seconda parte di stagione, ma prima farà un salto nella gara di casa che sarà sotto la lente degli ispettori FIA per dare il via libera definitivo all’ingresso nel Mondiale. Tanak salirà a bordo della Yaris WRC utilizzata da Juho Hanninen all’ultimo Rally Italia Sardegna, pronti a difendere la loro vittoria nell’anno scorso, testando soprattutto la vettura in vista del Rally di Finlandia che si correrà ad agosto.

Il pilota si dice «molto contento» di tornare all’Estonia ed apprezza vedere come l’evento si rafforzi di anno in anno, «e quest’anno la competizione sembra sia ancora più dura vista la partecipazione di ogni team in corsa nel WRC», sostiene. «Dallo scorso anno ho capito che correre in queste strade così veloci è un’ottima preparazione per noi e il team prima della Finlandia. Ma soprattutto, è magnifico vincere davanti a così tanti nostri fan e spero che possiamo dare a loro la stessa soddisfazione, anche questa volta».

In effetti, considerando l’ascesa irresistibile di Tanak nel Mondiale Rally da alcuni anni a questa parte, e la passione del suo fanbase locale, potrebbe essere l’uovo di colombo inserire l’Estonia nel calendario mondiale. Lo stesso team principal di Toyota Gazoo Racing WRT, Tommi Mäkinen, nota i tanti tifosi dell’equipaggio che seguono a mo’ di tour i propri beniamini in giro per il mondo; inoltre si augura un esito simile allo scorso anno, non tanto per la vittoria in Estonia dei due, ma per il fatto che «alcune settimane dopo hanno dominato in Finlandia, perciò speriamo di avere un beneficio simile anche quest’anno!».

Ma abbiamo detto di un’ampia partecipazione da parte dei team in lotta per il Mondiale: oltre a Toyota, hanno confermato la propria presenza in Estonia Hyundai Motorsport (con Andreas Mikkelsen e la sorprendente new entry Craig Breen, che si farà le ossa con la i20 WRC prima del Finlandia), Citroen Racing (con Esapekka Lappi) ed M-Sport Ford, con Elfyn Evans. Inoltre, saranno della partita tra gli altri anche Eerik Pietarinen a bordo della nuovissima Skoda Fabia R5 Evo, che disputerà a distanza un duello con l’altra auto aggiornata recentemente, la Ford Fiesta R5 versione 2019, l’undicesimo classificato assoluto alla Dakar 2019 Benediktas Vanagas, a bordo della Toyota Hilux nel ruolo di vettura apripista, l’attuale campione norvegese Kenneth Johnsrød e Nikolay Gryazin.

La polemica di Pierre Budar e la risposta di Andrea Adamo

Insomma le stelle del rally non sono rimaste a guardare, ma c’è qualcuno che ha avuto qualcosa da ridire non tanto contro il Rally Estonia, quanto la tendenza attuale di far correre le vetture WRC negli eventi nazionali (nata dopo la riduzione, ad opera della FIA, delle giornate di test a disposizione a stagione per team da 55 a 42). Parliamo del team principal di Citroen Racing, Pierre Budar, il cui ragionamento è praticamente questo: i grandi team per scavalcare il taglio dei giorni di test potrebbero far correre i propri piloti, magari proprio i P1, nelle gare dei campionati nazionali come modo per accumulare ufficiosamente ulteriori chilometri che a conti fatti valgono come test.

«Abbiamo chiesto [alla FIA] che quando un pilota P1 eleggibile per la classifica costruttori corre un rally nazionali, allora in quel caso deve essere considerato come test. Se si tratta di un gentleman driver o un giovane pilota che si fa le ossa per il futuro, in quel caso è un altro paio di maniche. Ma se parliamo di un pilota P1, allora di sicuro sta svolgendo qualche test» , ha spiegato perentorio Budar, secondo quanto riportato da AutoSport.

Un conto è che partecipi ad un rally nazionale uno come Takamoto Katsuta, prosegue il team principal, altro paio di maniche uno come Sébastien Loeb, che ha corso al Rally dei Vosgi che presenta condizioni simili al Rally di Germania nel WRC, lascia intendere Budar. Non è detto però che il pilota Hyundai possa correre alla fine anche nella prova iridata tedesca (Andrea Adamo, a capo della scuderia di Alzenau, ci ha abituato ad ogni colpo di scena quando si parla di line-up quest’anno), ma tant’è, Loeb sarà al via pure del Rally di Alba di fine luglio, valido per il nostro CIWRC.

Tanto basta per riaccendere ancora una volta la polemica tra Citroen Racing e Hyundai Motorsport, con Adamo che ancora una volta deve rispondere alle accuse, in questo caso adducendo il fatto che è tutto permesso dai regolamenti, perciò non capisce dove stia il problema. Ed aggiunge perfidamente: «Comprendo che ci sono cose che [Budar] sta facendo al meglio con lea possibilità che ha, forse non ha il budget che gli altri hanno. Sono qui per fare del mio meglio con le regole e le possibilità che ho, non posso lamentarmi di qualcosa che ci è consentito fare».

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