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CIR | Campedelli: “Il Rally Italia Sardegna non ha intaccato la nostra fiducia”[INTERVISTA]

La nostra intervista a Simone Campedelli

Il complesso Rally Italia Sardegna, la nuova Ford Fiesta R5, il Rally di Roma Capitale dove non bisogna "strafare": Simone Campedelli a tutto tondo
CIR | Campedelli: “Il Rally Italia Sardegna non ha intaccato la nostra fiducia”[INTERVISTA]

Nel giro di un mese Simone Campedelli e la sua navigatrice Tania Canton sono passati dal trionfo nella Targa Florio alla resa nel Rally Italia Sardegna: la loro corsa nel Campionato Italiano Rally 2019 a bordo della Ford Fiesta R5 comunque procede nella direzione sperata.

Giunto al giro di boa del Tricolore Campedelli ha onorato i pronostici che lo vedevano in pole per l’agognato titolo, ma ha dovuto anche far fronte a beffe come la vittoria al Rallye Sanremo strappatagli in extremis da Craig Breen. Il pilota di Cesena è arrivato anche a conquistare la leadership momentanea della classifica piloti, per poi scivolare al terzo posto dopo il Rally Italia Sardegna, ad appena 9,75 punti dalla vetta. Ma in generale, il momento positivo dell’equipaggio non è stato scalfito.

L’evento legato anche al WRC rappresentava il ritorno sui sterrati sardi per Campedelli, che ci corse l’ultima volta nel 2014 (tra l’altro, dalla stagione successiva il RIS uscì dal programma del Tricolore, almeno sino a quest’anno), mentre Tania Canton ci partecipò l’anno prima. Allora come oggi a bordo della Ford Fiesta R5 concluse con un ritiro, ed anche nello scorso weekend lo spartito è rimasto il medesimo: Gara 1 è stata condotta dall’equipaggio di Orange1 Team M-Sport con dei tempi tanto eccellenti da ottenere un vantaggio di circa cinquanta secondi sugli avversari, per poi dover abbandonare la corsa per un problema all’idroguida nella PS8.

Vettura cappottata nella speciale e rimessa a nuovo nella notte dai tecnici M-Sport, che grazie al loro prezioso lavoro consentono a Campedelli e Canton di essere al via di Gara 2. Ma anche qui l’equipaggio deve far fronte ad un imprevisto, ovvero la rottura di un braccetto dello sterzo che non costa in questo caso il ritiro, ma del tempo perso per strada per la riparazione. Il cesenate chiude quindi quarto nel CIR e trentanovesimo assoluto.

Ma come canta David Bowie in Sunday, «Nothing has changed», nel senso che niente è perduto, come ci conferma Campedelli in questa intervista che ci ha rilasciato.

Intervista Campedelli: “Forse guideremo la nuova Fiesta R5”

Partiamo da una considerazione generale: dopo sei anni sei tornato al Rally Italia Sardegna e come nel 2014 hai patito la sfortuna. Da questo rally ti porti a casa più la frustrazione per come è andata o la voglia di dare il massimo per le prossime gare che chiuderanno la stagione?

«La Sardegna mi ha dato comunque anche tante soddisfazioni in passato, lì vinsi il mio primo Campionato Terra. Diciamo che quest’anno è stata sfortunata, quello sì. Siamo partiti secondo me bene, per quello che era il nostro target, ovvero cercare di essere primi nel CIR. Ci stavamo riuscendo venerdì, poi si è rotta l’idroguida, un problema che ci ha causato l’uscita di strada, con un cappottamento lento. Da lì il weekend ha preso una piega storta.

Frustrazione però no, assolutamente, perché se fossimo stati più lenti dei nostri avversari allora avremmo dovuto metterci più problemi. Semplicemente, si è trattato di un weekend dove le cose non hanno girato [al verso giusto]: bisogna ripartire più forti, consapevoli di quelli che possono essere stati gli errori e cercare di migliorarsi guardando avanti, perché comunque una gara non può intaccare la fiducia e il tanto lavoro svolto nelle ultime stagioni».

Arrivati oltre il giro di boa del CIR 2019, che giudizio daresti alla Ford Fiesta R5? L’anno scorso ai microfoni dei colleghi di Rallyssimo la definisti estremamente affidabile e competitiva su ogni tipo di fondo, anche se non perfetta: è ancora così?

«La Ford Fiesta R5, come ho detto l’anno scorso, la ritengo ancora una grandissima macchina, performante e i risultati dimostrano come l’auto attuale sia ancora una delle più bilanciate, nonostante sia al momento la più “datata” [il primo esemplare debuttò nel 2013, ndr]. Non bisogna neanche dimenticare che abbiamo una vettura al top dell’evoluzione per quello che è possibile, gestita egregiamente da M-Sport. Quindi abbiamo tutto al massimo in termini di materiale di cui è possibile disporre sull’attuale Fiesta».

A tal proposito, alla domanda se vedremo anche lui a bordo della nuova Fiesta R5, che debutterà in gara a luglio all’Ypres Rally con a bordo Eric Camilli (e poi al Rally di Finlandia ad agosto), magari nel prossimo appuntamento del CIR (valido anche per l’ERC) del Rally di Roma Capitale, Campedelli ci ha risposto: «A Roma utilizziamo la nuova… probabilmente».

Campedelli sul format di Gara 1 e 2 al Rally Italia Sardegna: “Ci vuole una gara unica”

Il supporto dello staff di M-Sport ha contribuito a rimettere su strada la vettura, grazie al lavoro svolto tra gara 1 e 2. Questo dato, unito alla vettura con cui ti trovi bene e alla felice collaborazione con Tania alle note, ti offre la sicurezza necessaria per ribaltare il campionato e tornare in testa?

«Anzitutto, M-Sport ha svolto un lavoro egregio. Essendo costruttore hanno avuto l’autorizzazione da parte della FIA di tagliare un pezzo di roll-bar, cosa successa ultimamente solo alla vettura di Teemu Suninen in Svezia. Senza di loro non saremmo potuti neanche partire il sabato. E credo anche che lo sforzo del team di lavorare sino a tarda notte è stato anche effettuato in primis perché comunque credono nel nostro programma quanto noi, e in secondo luogo anche per ovviare un problema tecnico che ci ha condotto in quella determinata condizione. Sino a quel momento andava tutto bene prima dell’incidente, e stavamo facendo un’ottima gara in termini di punteggio per il Campionato.

Per quanto riguarda invece il ribaltare la stagione, secondo me non penso serva ribaltarla quanto continuare a far bene come abbiamo fatto alla Targa Florio. Non dimentichiamoci poi che ci sono due scarti per il punteggio: considerando che la Sardegna aveva come coefficiente 0,75 per gara, è meglio concentrarsi sulle prossime e cercare di prendere il Rally Italia negativo per gli scarti stagionali. Guardiamola così, perché andando a scartare i risultati dei nostri avversari siamo comunque ancora in testa. È chiaro, non abbiamo più jolly da giocarci, però guardiamo avanti».

Come avete trovato tu e Tania il percorso dopo questi anni di assenza? Pare che siano allo studio una serie di novità dopo una serie di stagioni con un tracciato pressoché immutato: se potessi suggerire dei cambiamenti, quali sarebbero?

«Il percorso l’ho trovato estremamente duro, abbastanza “rotto” come dimostrano le numerose rotture meccaniche avute dalle WRC Plus, sintomo di una durezza del tracciato abbastanza forte; ma allo stesso tempo molto bello, le prove erano impegnative, tecniche, difficili, molto scivolose. Dare un suggerimento è molto difficile perché bisogna capire anche il territorio in cui ci si trova, quali sono le disponibilità di percorsi. Ci sono stati sicuramente degli anni dove forse era un po’ più morbido il terreno, però tendenzialmente la Sardegna è sempre stata una di quelle gare considerate un po’ impegnative, ecco, per le vetture».

«Chiaro che se uno avesse un incidente importante in Gara 1 comprometterebbe anche quella successiva: una eventualità che va messa in conto», ci hai detto prima che iniziasse la stagione 2019 a proposito del Rally Italia Sardegna, parlando di rischio flop. Al via nel CIR infatti erano schierati giusto gli equipaggi seriamente in lotta per il titolo, con il forfait di Breen. Secondo te bisogna continuare anche nei prossimi anni ad abbinare il RIS al Tricolore?

«Beh questa è una domanda a cui sicuramente non è facile rispondere. L’idea di abbinare il Mondiale al CIR… dopo questa esperienza sono molto combattuto. Lo sdoppiamento della gara penso sia stata una soluzione negativa, anche a livello di punteggio perché chi vince una gara così impegnativa e costosa alla fine raccoglie meno di un altro normale evento dell’Italiano. Forse questo non è proprio giusto. Inoltre sicuramente abbiamo perso un po’ di visibilità.

Allo stesso tempo però bisogna dire che eravamo in un contesto mondiale quindi oggi non saprei rispondere esattamente a questa domanda, e se rifarlo o meno. Ma di certo posso dire che se si dovesse ripetere io darei un coefficiente 1,5 pieno, non diviso in due, e la disputa di tutta la gara in un’unica soluzione, e con una classifica molto più semplice. Ovvero gli iscritti al CIR prendono punti, gli altri no [in gara 2 Fabio Andolfi, in corsa nel WRC2, ha tolto punteggio agli equipaggi del Tricolore, ndr]. Questo libererebbe il campo da tante incognite».

“Al Rally di Roma Capitale non bisogna strafare”

Roma è una tappa particolare per te, con buoni piazzamenti come nel 2016, la vittoria l’anno dopo ma altre sfortune nella controversa gara del 2018. Come la vedi la competizione quest’anno, visto che tra l’altro la lotta per il CIR è molto bilanciata?

«Roma Capitale è una delle gare su asfalto che mi piace di più, per il suo percorso che è molto tecnico, molto da traiettorie. È una gara che mi è sempre piaciuta tantissimo.

Per quanto riguarda il discorso sulle fortune e sfortune, è chiaro che in passato ebbi un incidente grosso rompendomi un polso, però mi sono anche riscattato nel 2017 con la vittoria, mentre l’anno scorso eravamo spesso i più veloci. Secondo me non bisogna guardare né troppo indietro né troppo lontano. E non serve neanche cercare di strafare in una gara, perché Roma non è una finale. Quindi bisogna andare lì, consapevoli che abbiamo tutto per far bene, un grande team alle spalle che lavora per noi, un grande supporto da parte di Pirelli e questo ci deve bastare per dare il nostro massimo, ma non di più. E cercare ovviamente di raccogliere quanti più punti possibili».

Crediti Immagine di Copertina: ACI Sport

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