Monza Rally Show 2019, assente Valentino Rossi. Opportunità o problema per l’evento?

Rossi si darà all'endurance

In occasione della MotoGP al Mugello, Valentino Rossi ha confermato che non correrà al Monza Rally Show per prepararsi alla Gulf 12 Hours. Si chiude un'epoca per l'evento?
Monza Rally Show 2019, assente Valentino Rossi. Opportunità o problema per l’evento?

Dopo quindici anni di partecipazioni quasi ininterrotte (manca all’appello giusto il 2010) Valentino Rossi non parteciperà al Monza Rally Show 2019, come ha confermato lo stesso pilota al margine dello scorso weekend a Misano, dove si è svolta la sesta tappa della MotoGP (vinta da uno strabiliante Danilo Petrucci).

Rossi torna a gareggiare nell’endurance

Il Dottore, infatti, sarà impegnato nella Gulf 12 Hours o 12 Ore di Abu Dhabi, in programma il prossimo 14 dicembre, mentre il Monza Rally Show è previsto dal 28 novembre al primo dicembre. La partecipazione all’evento brianzolo potrebbe sottrarre tempo ed energie preziose a Rossi che tornerà invece in una gara endurance dopo l’incursione nel 2009 alla 6 Ore di Vallelunga e nel 2012 nella Blancpain Series. Il pilota iridato nella MotoGP salirà a bordo della Ferrari 488 GT3 per il team Kessel Racing, scuderia che ha all’attivo una serie di vittorie nella classe GT3 Pro negli ultimi quattro anni proprio nell’evento emiratino; con lui divideranno l’abitacolo il fidato e simbiotico Alessio Uccio Salucci ed il fratello Luca Marini, anch’esso impegnato nel Motomondiale ma nella categoria Moto2, come portacolori della Sky Racing Team VR46.

Rossi assente al Monza Rally Show, tra rischi ed opportunità

Valentino Rossi era diventato ormai l’uomo immagine quasi per usufrutto del Monza Rally Show: presente in pista sin dal 2003 (con qualche apparizione anche negli anni Novanta, a dire il vero), il Dottore ha conquistato la vittoria nelle ultime quattro edizioni, incluso l’anno scorso in cui riuscì a tenere dietro di sé, a bordo della Ford Fiesta WRC Plus, avversari del calibro di Teemu Suninen. Un dominio che però ha anche innescato qualche polemica per un evento ormai diventato Rossicentrico: persino Tony Cairoli, quinto con le WRC “normali” con una Hyundai i20, pur non andando allo scontro frontale e senza alzare i toni, ma con il massimo rispetto, aveva espresso qualche dubbio su una competizione con un divario tale tra Valentino ed il resto del mondo. Sulla stessa linea di pensiero buona parte del pubblico, come si è letto nei social (per quanto questi ultimi amplifichino anche la benché minima lamentela): perciò gli organizzatori avrebbero potuto pensare di apportare qualche modifica per rendere la competizione più aperta.

Alla fine è stato Rossi a togliere le castagne dal fuoco al Monza Rally Show, confermando la sua intenzione, paventata da tempo, di cercare nuovi stimoli (anche perché, alla luce di quanto si è visto al Mugello, questa stagione della MotoGP sta facendo penare il pilota nove volte campione del Mondo, alle prese con una Yamaha non performante, incapace di stare al passo delle innovazioni tecniche che a rotta di collo introducono gli avversari e deludente in aspetti come il grip, il propulsore e l’erogazione del gas). Vedremo quindi un Monza Rally Show 2019 più incerto? Probabile, considerando il fatto che mancherà sì l’uomo immagine, con tutto ciò che può comportare, ma l’evento deve per forza sopravvivere a Rossi e rilanciarsi dopo alcuni anni di successo, ma a forte rischio apatia da parte dei concorrenti e del pubblico.

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