Perché poche aziende investono realmente nel Motorsport?

Perché poche aziende investono realmente nel Motorsport?

L’impegno per chi decide di cominciare a gareggiare è oggigiorno molto vasto. Si spazia dalla preparazione di se stessi (fisica e mentale) a quella del proprio mezzo, con annessi e connessi quali meccanici, ingegneri ecc. Il Motorsport in tutte le sue forme, nonostante costi sempre più crescenti, continua ad essere amato da chi lo pratica e da chi lo guarda. Ma ha senso investire ingenti risorse? E se sì, perché ed in che modo? Abbiamo cercato una risposta chiedendolo ad uno dei diretti interessati…

L’esempio di Orange1

Armando Donazzan è Presidente di Orange1 Racing, ed anche nel 2019 ha confermato il doppio impegno della sua azienda con Lamborghini Squadra Corse in qualità di Team Ufficiale, e con Simone Campedelli per quanto concerne il Campionato Italiano Rally.

«Il motivo per cui ho cercato dei partner di rilievo nel Motorsport è perché volevo cercare di unire i miei brand sotto una stessa filosofia: creare progetti vincenti, nuovi e mossi da uno spirito di crescita e di risultati positivi» – ha esordito rispondendo alle nostre domande.

«Principalmente il consiglio che mi sento di dare agli imprenditori è capire il posizionamento del proprio brand, dopodiché intraprendere la giusta via che consenta di investire tanto nel Motorsport quanto nella Comunicazione, ossia la volontà di far crescere il proprio brand. Nel nostro caso ci siamo legati a marchi estremamente importanti quali Lamborghini ed M-Sport – Ford, così come piloti di altissimo livello. Questo è il modo di dimostrare la qualità della nostra azienda.

Dietro a tutto ciò vi deve essere un progetto strutturato di marketing nel medio-lungo termine: non basta apporre il logo sulla livrea della vettura, bisogna anche coinvolgere i propri stakeholders, dai clienti sino ai dipendenti. L’importante è sviluppare esperienze all’interno di questo Mondo ed è ciò che fa realmente la differenza. Nel nostro caso abbiamo inoltre applicato del co-branding verso alcuni nostri fornitori, portando sulle nostre vetture anche i loro loghi e coinvolgendoli di persona nelle nostre attività motoristiche. Questo ci rende molto fieri perché ci avvicina a quello che è l’essenza del business, facendo crescere contemporaneamente più aziende e lo Sport stesso».

Armando Donazzan (Presidente Orange1 Racing)

Ma oltre a ciò subentrano anche fattori esterni, come ha spiegato Donazzan: «L’aspetto fiscale non è secondario nel Motorsport. Anche chi ha una strategia vincente può trovarsi con le mani legate principalmente dalla paura, con gli organi preposti ai controlli mossi da pregiudizi e volontà sanzionatorie ingiustificate».

Un terzo elemento riguarda la confusione che si viene a creare quando un’azienda decide di investire nel Motorsport: «Servono Campionati dove il proprio marchio venga valorizzato» – spiega Donazzan – «In Italia ad esempio vi sono moltissime serie che hanno un basso appeal. Alla base ci dovrebbe essere un’organizzazione che renda attrattivo il Mondo delle competizioni coinvolgendo la filiera di chi è interessato, anziché innalzare delle barriere già all’ingresso. Il sistema che esiste oggi è vecchio e logoro, non potrà durare ancora a lungo. Serve un’inversione del trend su tutti questi aspetti, con magari un dialogo aperto anche nei confronti della politica al fine di aiutare le aziende».

«I benefici che Orange1 ha colto e continua a raccogliere sono innegabili, perché comunichiamo al mercato che siamo una squadra ufficiale con M-Sport e con Lamborghini. Ne risente in maniera molto positiva il valore del brand e credo che sarebbe bellissimo avere qualcun altro con noi per crescere e puntare anche ad altri Campionati di rilievo» – ha concluso Donazzan nel suo intervento ai nostri microfoni.

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