IMSA | 24 Ore di Daytona 2019, Zanardi: “Un’opportunità con una vettura competitiva”

La sua prima 24 Ore nel catino americano

Alessandro Zanardi si presta ad affrontare una nuova sfida: la celebre 24 Ore di Daytona che apre la stagione endurance 2019. Per il bolognese si tratta della prima corsa sul catino americano, ovviamente a bordo di una BMW.
IMSA | 24 Ore di Daytona 2019, Zanardi: “Un’opportunità con una vettura competitiva”

Una corsa importante quella che dovrà affrontare Alessandro Zanardi a Daytona: il pilota bolognese, amatissimo negli Stati Uniti, ha affrontato con grande impegno la Roar Before the 24, la tre giorni di test che anticipano la 24 Ore, a bordo ovviamente di una BMW.

Zanardi sfida per la prima volta la 24 Ore di Daytona

Non è assolutamente facile la corsa americana, soprattutto perché raccoglie i migliori specialisti del panorama endurance – e non solo – di tutto il pianeta. Ma Zanardi ama particolarmente le sfide, soprattutto quelle che non conosce come Daytona: «Quando correvo negli Stati Uniti molti miei colleghi ci correvano perché non si sovrapponeva alle gare della CART. Non ho mai avuto modo di assaggiarla, ma finalmente ho l’opportunità di correrla con una macchina competitiva». La BMW M8 GTE del Team RLL è un veicolo di tutto rispetto, adattata per la sua disabilità dopo aver perso entrambe le gambe nel terribile incidente al Lausitzring nel 2001. «Il nuovo sistema di frenata con la leva comporta dei benefici fisici. Sono ancora uno studente, spero di poter imparare di più». Comunque, la squadra è un punto a favore: «Sono tutti professionali ma eccitati. Son felice di essere qui, c’è passione per quello che fanno».

Zanardi: “Edwards, Mostert e Krohn sono fantastici!”

I compagni di avventura di Zanardi sono tre piloti di alto calibro e più giovani rispetto a lui: John Edwards, Chaz Mostert e Jesse Krohn. «Questi ragazzi sono fantastici! Tutti e tre sono talentuosi e professionali, aiutano molto la squadra. È inevitabile che senta la pressione perché voglio essere sui loro livelli dall’alto dei miei problemi personali e dall’età». Per il resto, la 24 Ore è una gara a cui «non sei veramente pronto. La ‘Roar’ è importante, ma non sai se gli altri stiano mostrando il pieno potenziale della loro vettura».

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