Primi test per Alex Zanardi in vista della 24 Ore di Daytona

Alex Zanardi ha provato la BMW M8 GTE

A gennaio Alex Zanardi torna in pista per il debutto alla 24 Ore di Daytona. Per l'occasione condividerà con i suoi colleghi la BMW M8 GTE modificata per le sue esigenze. Ecco come sono andati i test
Primi test per Alex Zanardi in vista della 24 Ore di Daytona

Mancano poco meno di due mesi al ritorno su pista di Alex Zanardi, che per la prima volta in carriera correrà alla 24 Ore di Daytona, in programma il prossimo 26-27 gennaio. Non si tratterà di un debutto come un altro, perché come abbiamo trattato in precedenza il pilota correrà con una BMW M8 GTE senza protesi alle gambe.

I primi test di Zanardi con la BMW M8 GTE

Il battesimo del fuoco nell’abitacolo di una vettura fornitagli dalla casa bavarese – e senza gli ausili protesici – Zanardi lo ha avuto nella prova del DTM a Misano lo scorso fine agosto. In quel caso il bolognese si mise alla guida di una M4 DTM, chiudendo la sua gara al quinto posto finale, nonostante figurasse come ospite. E sarà tale anche a Daytona, ma il paralimpico nella sua carriera difficilmente lascia qualcosa al caso, motivo per cui la preparazione alla corsa procede a tappe serrate e con il massimo impegno.

Siamo entrati infatti nella fase critica dei test: Zanardi ha completato sabato la prima sessione con il BMW Team RLL, correndo al Daytona International Speedway in Florida, circuito teatro della prova che apre la stagione della IMSA WeatherTech SportsCar Championship. Per l’occasione il team che si presenterà nella classe GTLM schiererà due vetture, la #24 e la #24: nella prima troveremo il nostro Zanardi assieme ai titolari John Edwards e Jesse Krohn. Al via anche Chaz Mostert, mentre nella seconda auto ci saranno Tom Blomqvist, Colton Herta, Philipp Eng e Connor De Philippi.

Le modifiche alla BMW M8 GTE studiate per Zanardi

Guidare una vettura da corsa senza ausilio delle protesi alle gambe significherà per Zanardi, in primo luogo, dover utilizzare il freno con la mano. Come abbiamo visto con la BMW M4 DTM guidata a Misano, il bolognese in quel caso non sfruttava il binomio tra sistema frenante e protesi per la sua estremità inferiore, ma aveva alla sua destra la leva frenante con conseguente allungamento del cablaggio dei freni (che non erano presenti ai piedi del pilota, ovviamente, assieme all’acceleratore e alla frizione).
Dal momento che la M8 DTM sarà condivisa con piloti normodotati (a differenza della M4 DTM), sulla vettura in gara a Daytona ci sarà la solita pedaliera ma ovviamente per Zanardi resta la possibilità di frenare a mano e di accelerare sempre con le sue estremità superiori, grazie ad un volante speciale che verrà installato al cambio pilota. Il BMW Team RLL ha quindi dovuto adattare la macchina alle esigenze sia del due volte campione nella Champ Car che dei suoi colleghi: altro punto critico, al di là della guidabilità, è sicuramente il cambio pilota, per far sì che possa essere più rapido possibile. Ricordiamo però, per dovere di cronaca, che nei test in vista della prova DTM di Misano Zanardi diede prova di massima agilità e velocità nel fuoriuscire dall’abitacolo nell’ipotesi di incidente, anche grazie alla sua esperienza nell’handbike che ha rafforzato la sue braccia e spalle.

Le parole di Alex Zanardi

I test di Daytona dello scorso sabato si sono svolti sotto l’acqua, che si è intervallata a momenti in cui invece la pista era asciutta. Per l’occasione, Zanardi ha condiviso la M8 con Edwards e ha commentato la sessione che lo ha visto protagonista, assieme al collega, sul circuito americano. «Nella lunga giornata di test abbiamo dovuto fronteggiare qualche prova impegnativa – spiega – come la pioggia, o il dover imparare a conoscere la vettura e la pista. E nuovamente imparare la pista in condizioni di asciutto poiché non ho corso con le slick sino a quando non sono partito quando è scesa la sera. E non è stato sicuramente facile avere a che fare ed individuare i punti di staccata e le varie traiettorie quando è calata l’oscurità, e l’ultima cosa che vorrei provocare è un danno alla vettura». Tuttavia, rimarca Zanardi, si ritiene soddisfatto con i risultati e con quanto ha imparato a Daytona. «Penso che tutto ciò che abbiamo fatto risulterà utile: siamo stati capaci di concludere il programma e portare a casa molte informazioni utili. Tutto sommato si è trattata di una giornata positiva per me, per il team e per BMW M Motorsport – e da qui partiamo per ulteriori progressi».

Zanardi ha inoltre aggiunto che si è sentito a casa e ben accolto nel BMW Team RLL, e si è sentito parimenti fiero di farne parte, oltre ad essere rimasto impressionato dalla mole della loro struttura: «Sembra proprio di stare nel regno del motorsport e la cosa ti mette abbastanza in soggezione. Certamente sono qui al servizio di BMW, ma al tempo per stesso per divertirmi – e questo sarà sicuramente il caso. E svolgendo il mio incarico al meglio delle mie potenzialità potrò adempiere sia per l’uno che per l’altro». Il pilota bolognese tornerà a Daytona il prossimo 4-6 gennaio, per la sessione dei test collettivi Roar before the Rolex 24, prima della gara vera e propria di fine mese.

 

Crediti Immagine di Copertina: BMW Motorsport

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