Monza Rally Show 2018 | Matteo Cressoni: “Prima volta su una WRC, spero di ritornare nel 2019” [INTERVISTA]

Un 12° posto assoluto al termine dell'evento

Al Monza Rally Show di questo weekend ha preso parte anche Matteo Cressoni, salito su una WRC per la prima volta e ritornato in Italia dopo aver corso il FIA GT Nations Cup in Bahrain.
Monza Rally Show 2018 | Matteo Cressoni: “Prima volta su una WRC, spero di ritornare nel 2019” [INTERVISTA]

DA MONZA – Il Monza Rally Show regala sempre tanto spettacolo al pubblico, che scalda gli spalti con la loro passione e con i loro applausi diretti verso i piloti che hanno sfrecciato per l’Autodromo tutto questo weekend. Quest’anno non è mancato nemmeno Matteo Cressoni, in pista con una Citroen DS3 WRC dopo aver corso lo scorso fine settimana nel FIA GT Nations Cup. Ecco cosa ha raccontato ai nostri microfoni.

È la tua seconda volta qui al Monza Rally Show dopo la partecipazione dello scorso anno. Com’è andato il fine settimana?

Sicuramente ci siamo divertiti, era la prima volta con una WRC ed è stato un weekend positivo perché siamo sempre andati in progressione, partendo da un piccolo problema nella prima prova dove abbiamo perso tanto tempo ma poi abbiamo sempre migliorato. Abbiamo fatto il Master Show riuscendo a rientrare nei primi sei proprio all’ultima prova e posso dire che son contento. Spero di ritornare l’anno prossimo ancora più competitivo.

Che differenze hai trovato tra la Ford Fiesta R5 dello scorso anno e la Citroen DS3 WRC?

Faccio fatica a dirlo perché era appunto la prima volta su una WRC ed è tanto diversa, ha molto più motore a bassi regimi ed molto più bella, però sono due macchine molto performanti anche se snaturate in un circuito. La macchina da rally non è il mio habitat perché non sono a mio agio, ma credo di aver fatto abbastanza bene, senza fare errori e danni.

Sei tornato dal recente fine settimana in Bahrain dove hai corso il FIA GT Nations Cup. Avete avuto degli alti e bassi ma siete riusciti a classificarvi sesti. Cosa puoi raccontarci?

Il weekend è stato sfortunato. Siamo partiti molto bene, eravamo la Ferrari in assoluto più competitiva. Purtroppo, nella Main Race, un giro prima del cambio pilota il mio compagno [Piergiuseppe Perazzini, ndr] è stato tamponato dalla Thailandia e mi ha consegnato la macchina che si trovava all’ultimo posto. Alla fine siamo arrivati sesti e senza quel contatto sicuramente eravamo secondi, poi giocarsi la vittoria è sempre dura ma rimane un po’ di rammarico.

Come hai trovato il format del nuovo FIA GT Nations Cup?

L’ho trovato molto bello, è stata una gara competitiva e spero che possano ampliare il numero di nazioni perché quest’anno erano diciotto. L’unica cosa da rivedere è la categorizzazione dei piloti perché il mio compagno, comunque bravissimo e un professionista del settore, ha 62 anni e lottava contro ragazzi di vent’anni. Nonostante tutto ha fatto una bellissima figura e soltanto un errore altrui ha compromesso un podio tranquillo. Spero vivamente di rappresentare l’Italia anche l’anno prossimo, è un po’ troppo presto per dirlo ma ci stiamo lavorando.

Se avessero accolto anche piloti Platinum e Gold avrebbero snaturato l’evento?

Direi di no, anche perché la categorizzazione è sempre molto strana. Onestamente il livello era alto, ma anche se si vanno a vedere i tempi sul giro non c’era nulla da invidiare ai Platinum e ai Gold.

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