WRC | Rally Australia 2018: anteprima ed orari [VIDEO]

Guida completa al Rally Australia 2018

Si conclude la grande avventura del WRC 2018 con il Rally Australia: ecco il programma con gli orari (rapportati al nostro fuso orario), il percorso, come vedere l'evento da casa e il punto sulla start list e il campionato di quest'anno
WRC | Rally Australia 2018: anteprima ed orari [VIDEO]

Ci siamo: il WRC 2018 sta per scrivere l’ultimo capitolo di una stagione che ci ha regalato più di una soddisfazione in termini di spettacolo ed incertezza. Al Kennards Hire Rally Australia, che per comodità chiameremo d’ora in avanti semplicemente Rally Australia, si deciderà infatti chi potrà indossare la corona di campione 2018, sia tra i piloti che tra i costruttori. Ma procediamo per gradi, partendo dalla presentazione e dal programma dell’atto finale del Mondiale Rally 2018.

Breve storia del Rally Australia

Il Rally d’Australia nasce ufficialmente nel 1988 (come parte del FIA Asia Pacific Rally) ed entra nel calendario WRC l’anno successivo. Sino al 2006 il fulcro dell’evento si trovava a Perth, sulla costa ovest del Paese, ed in questo lasso di tempo l’appuntamento ottenne per ben tre volte il premio di Rally dell’Anno, votato come tale dai team nel 1995, 1999 e nel 2000. Tuttavia ci furono due anni di pausa dal WRC, nel 2007 e 2008, frutto anche di qualche inciampo organizzativo (nel 2008 la prova si sarebbe dovuta spostare ad est, nel Queensland, ma non ci fu l’approvazione dello stato e quindi non se ne fece nulla).
Il Rally ritorna nel 2009, nella nuova location del Nuovo Galles del Sud, nella zona orientale dell’Australia, mentre due anni dopo viene fissato il quartier generale nella zona di Coffs Harbour. In seguito la gara fu la prima ad ottenere il prestigioso FIA Institute Achievement of Excellence per la sostenibilità ambientale (riconoscimento ottenuto quest’anno dal Rally Italia Sardegna): pensare che lo spostamento nei dintorni di Coffs Harbour fu dettato dalle proteste delle comunità locali, che consideravano il Rally Australia un pericolo per l’ambiente. Di conseguenza la CAMS (la Confederazione australiana motosportiva), titolare dell’evento, decise di fare armi e bagagli.

Percorso e programma del Rally Australia 2018

Sviluppato su terra, l’ultimo appuntamento del WRC vedrà correre gli equipaggi nel territorio tra Sydney e Brisbane, nel sud ovest dell’Australia (precisamente ci troviamo nel Nuovo Galles del Sud). I percorsi si inoltreranno nel bush locale, tra le boscaglie tipiche e zone campestri, con strade a tratti tortuose e strette su aspri sterrati ed altri più scorrevoli e veloci. Nelle zone di campagna il tragitto sarà perimetrato da alberi, ma non mancheranno anche settori dentro la foresta pluviale. Non sarà una passeggiata per quegli equipaggi chiamati ad aprire la strada, che di primo acchito presenta un fondo pietroso ed abbastanza scivoloso ed insidioso. L’aderenza migliora a mano a mano che si procede con i passaggi delle vetture, sempre che non piova. Le auto dovranno quindi dotarsi di sospensioni da sterrato, ed il set-up si completa con la scelta di gomme medie ed hard, in modo da poter sopportare salti, settori tecnici nelle curve e zone asfaltate che compaiono a tratti. L’altra potenziale difficoltà passa per la luce del sole: al di là del fatto che il calore in questa zona australe può essere a volte così estremo da volerci il paradenti più che la crema solare, i raggi che filtrano intermittenti dai rami e dalle fronde possono creare ai piloti un effetto stroboscopico la mattina e il pomeriggio, vista l’angolatura del sole.

Rispetto agli anni precedenti, il Rally Australia 2018 presenta molte novità: ben 17 prove speciali su 24 totali sono delle new entry, o comunque dei percorsi ampiamente rivisti. Si comincia nella giornata di venerdì 16 (giovedì niente prologhi, solo lo shakedown, che tra l’altro si disputerà in una nuova location vicina al molo di Coffs Harbour) con la Orara East, che debutta nel programma così come la Coldwater, entrambe da ripetere due volte, mentre resta immutata la Sherwood.
Sabato 17 ci si inoltra nel bush australiano con tre nuove prove, mentre la maggior parte del resto del programma della giornata sfrutta i 49 km della Nambucca dell’anno scorso, con i tratti da percorrere all’inverso. Quattro PS in tutto da ripetere due volte e la prova di Raleigh che torna coram populo a grande richiesta del pubblico. Sia la giornata di venerdì che quella di sabato si concluderanno con due brevi superspeciali chiamate Destination New South Wales, nella zona costiera di Coffs Harbour, con due salti ed un paesaggio da cartolina sullo sfondo (in pratica è la “tassa pro loco” presente un po’ in tutti gli appuntamenti del WRC).
Domenica gran finale sia del Rally Australia che del Mondiale Rally con le ultime sei PS: si torna nel nord con, tra le altre, la Wedding Bells molto amata dai fan e che verrà nel suo secondo giro come Power Stage (peraltro ultimissima prova del programma). La cerimonia di premiazione finale si sposterà quest’anno da Coffs Harbour al Rally Village all’interno della zona forestale del Nuovo Galles del Sud. Inoltre il giorno dopo si svolgerà a Sydney la WRC Gala Night, il grande evento che chiude la stagione dove verranno premiati, inoltre, i piloti e i navigatori più votati dal pubblico sul sito del campionato.

In totale il percorso, trasferimenti inclusi, consta di 1017,07 km, di cui 318,64 cronometrati. Di seguito il programma completo con gli orari (riportati secondo il nostro fuso orario; ricordiamo che la zona del Nuovo Galles del Sud presenta una differenza di undici ore in avanti rispetto all’Italia. Ecco perché le date nostrane risultano un giorno prima rispetto al programma australiano):

-Mercoledì 14 Novembre

22:00 – 01:30 : Shakedown (Wedding Bells State Forest) 5,07 km

-Giovedì 15 Novembre 

22:03 : SS 1 Orara East 1 8,77 km
22:43 : SS 2 Coldwater 1 14,12 km
23:41 : SS 3 Sherwood 1 26,68 km
 01:14 : Service A (Coffs Harbour)
02:32 : SS 4 Orara East 2 8,77 km
03:12 : SS 5 Coldwater 2 14,12 km
04:10 : SS 6 Sherwood 2 26,68km
06:37 : SSS 8 Destination NSW SSS18 2 1,27km
06:37 : SSS 7 Destination NSW SSS18 1 1,27km
 07:07 : Service B (Coffs Harbour)

Distanza percorsa:  101,68 km (32% del totale)

-Venerdì 16 Novembre

21:08 : SS 9 Argents Hill Reverse 1 13,13km
21:51 : SS 10 Welshs Creek Reverse 1 28,83km
22:59 : SS 11 Urunga 1 21,28km
23:47 : SS 12 Raleigh 1 1,99km
00:35 : Service D (Coffs Harbour) 
02:08 : SS 13 Argents Hill Reverse 2 13,13km
03:02 : SS 14 Welshs Creek Reverse 2 28,83km
04:10 : SS 15 Urunga 2 21,28km
04:58 : SS 16 Raleigh 2 1,99km
06:37 : SSS 17 Destination NSW SSS18 3 1,27km
06:47 : SSS 18 Destination NSW SSS18 4 1,27km
07:07 : Service E (Coffs Harbour)

Distanza percorsa: 133,00 km (42%)

-Sabato 17 Novembre

20:53 : SS 19 Coramba 1 15,55km
21:36 : SS 20 Sapphire 1 19,27km
22:38 : SS 21 Wedding Bells 1 7,16km
23:53 : Service G (Coffs Harbour)  
01:01 : SS 22 Coramba 2 15,55km
01:44 : SS 23 Sapphire 2 19,27km
03:18 : SS 24 Wedding Bells 2 (Power Stage) 7,16km

Distanza percorsa: 83,96 km (26%)

Come vedere in tv e streaming il Rally Australia 2018

Anche l’ultimo appuntamento del Mondiale Rally sarà visibile su DAZN, il servizio streaming dedicato allo sport, dal calcio all’UFC.  Verrà trasmessa una selezione delle prove speciali, oltre a sintesi ed highlights: per godere di tutto ciò basta andare sul sito ufficiale e sottoscrivere l’abbonamento mensile (ma il primo mese è gratuito) oppure scaricare la app dagli smart tv compatibili. Altrimenti se si è utenti Mediaset Premium o si usa il decoder Sky Q di Sky si può già usufruire di DAZN.

In alternativa, c’è il canale ufficiale web WRC + All Live, che offre a pagamento tutto il possibile che possa riguardare il Rally Australia: dirette, conferenze stampa, highlights, camera car e via dicendo.

Il punto sulla stagione 2018 prima del Rally Australia e la start list

Quindi, siamo al redde rationem di un campionato estremamente combattuto e resosi incerto mano a mano che la stagione entrava nel vivo. Partiamo dalla classifica costruttori, dove troviamo in testa Toyota Gazoo Racing con 331 punti, seguita dai diretti pretendenti per il titolo Hyundai (319) e M-Sport Ford con 306 (Citroen è fuori dai giochi, ma si sta decisamente organizzando per il prossimo anno). Questa situazione tra i team fotografa il bilanciamento che sussiste anche tra i piloti, con tre di loro ancora in lotta fianco a fianco per la corona iridata. Ma, a differenza della classifica costruttori, a primeggiare attualmente è il portacolori di M-Sport Sébastien Ogier con 204 punti, seguito ad una incollatura dal rivale Hyundai Thierry Neuville (201) e, più staccato, l’outsider Ott Tanak per Toyota, con 181 punti.

Con 101 punti in palio sparsi nelle prime dieci posizioni dei piloti, 30 conquistabili dal vincitore del Rally considerando anche la Power Stage e 43 massimi per le migliori due vetture in cima alla classifica (che potrebbero determinare la differenza nei piazzamenti tra i costruttori, giacché a norma di regolamento solo due auto per team concorrono per la causa), tutto può ancora succedere.

Ogier cerca il sesto titolo consecutivo ed il secondo da quando corre per un team privato, in quella che sarà la sua ultima stagione alla corte di Malcom Wilson. Prima di ritornare in Citroen dal 2019 il francese intende accomiatarsi da M-Sport con il botto, dopo aver vissuto un anno tra alti e bassi: nei primi cinque appuntamenti Ogier ha colto tre primi posti, ma dopo il ritiro al Rally del Portogallo e la vittoria sfumata dopo un acceso testa a testa con Neuville al Rally Italia Sardegna la sua stella pareva essersi offuscata, con le prove opache in Finlandia, Germania e Turchia dove invece c’è stata l’ascesa irresistibile e sorprendente di Tanak e della Toyota. Poi la vittoria al Rally del Galles, ed il ritorno in cima alla classifica piloti (era persino scivolato terzo!) grazie anche al podio in Catalogna.

Primato ottenuto ai danni del belga della Hyundai, che dopo la vittoria in Portogallo e in Italia si era proiettato verso la leadership del Mondiale e verso il riscatto della scuderia di Alzenau, che pregustava il suo posto al sole dopo anni di dominio Citroen, Volkswagen e Ford. Poi è andata come è andata: Hyundai e Neuville non hanno più replicato le performance strabilianti viste prima dell’estate, patendo una serie di prove opache – oltre che sfortunate – e subendo anch’essi il dominio Toyota. Alla fine il primato, tra i costruttori e poi tra i piloti, è sfumato anche per via del ritorno di un temibilissimo ed in palla Ogier. Eterna promessa del WRC, Neuville non vuole trasformarsi in eterna incompiuta, dimostrando il proprio talento (che ne ha da vendere, eccome se ce l’ha), mentre Michel Nandan si augura inoltre che la i20 Coupé WRC torni ad impressionare positivamente come si è visto sugli sterrati portoghesi e sardi. Se non altro il belga in Australia non subirà la pressione del primo in classifica, potendo partire inoltre dopo il rivale Ogier che avrà invece l’ingrato compito di spazzare l’aspra strada.
Infine Ott Tanak, che resta ancora aggrappato al vagone della prima classe per una questione più che altro di matematica: l’estone infatti potrebbe diventare campione mondiale 2018, ma la strada per arrivarci è più complicata rispetto ai suoi due avversari. Ma questo non dovrebbe impensierirlo, anzi potrebbe rappresentare il suo vantaggio competitivo: se è vero che c’è da lottare per conservare il primato tra i costruttori di Toyota (che è appena al suo secondo anno nel WRC), è anche vero che per Tanak la pressione è minore vista la bagarre tra Ogier e Neuville. Lui è tornato ad essere il terzo che spera di godere tra i due litiganti, dopo aver illuso di potersi mettere facilmente in tasca il titolo a seguito della tripletta di vittorie di questa estate. Ma in ogni caso il pilota non può non essere fiero della sua crescita: di acqua sotto i ponti dalla sua prima vittoria l’anno scorso al Rally Italia Sardegna ne è passata, ed oggi l’estone ha dimostrato la sua versatilità su ogni tipo di fondo, la sua concentrazione e il suo talento, sempre più sicuro dei propri mezzi: il futuro è suo.

Questo sarà il Rally Australia e questo è il WRC 2018, rappresentato da tre piloti che hanno reso questa stagione indimenticabile. Il resto della start list ovviamente è una questione di scudieri e comprimari, con una scarna partecipazione da parte di equipaggi e team anche per via della difficoltà logistiche di una trasferta ai confini del mondo. In Toyota Jari-Matti Latvala ed Esapekka Lappi remeranno per aiutare Tanak nell’impresa e dare il loro contribuito nella corsa al titolo del team, mentre in Hyundai torna Hayden Paddon e in Citroen Mads Ostberg, dopo aver lasciato il suo sedile in Catalogna al vittorioso Sébastien Loeb. Per la scuderia di Pierre Budar sarà un Australia tutto sommato rilassato: ormai non c’è più nulla di dimostrare e la mente è già bella che rivolta al 2019, con la line-up rivoluzionata, il ritorno di Ogier ed obiettivi molto ambiziosi da raggiungere.

Nel WRC2 è già tutto deciso: Jan Kopecký si è laureato campione con Skoda Motorsport già prima del Catalogna, quindi come è logico aspettarsi team ed equipaggi hanno concluso in anticipo la stagione. Ed infatti al via della categoria ci saranno solo quattro vetture, tra cui i nostri connazionali Gianluca Linari e Pietro Ometto, a bordo di una Subaru Impreza WRX. Verdetti già emessi anche nel WRC3, e portano lustro al nostro Paese: Enrico Brazzoli e Luca Beltrame, a bordo della Peugeot 208 R2 per Vieffe Corse, si sono anch’essi laureati campioni del mondo di categoria in anticipo. Parteciperanno comunque in Australia, onorando una stagione straordinaria: mica male per Brazzoli, che nella vita di tutti i giorni fa l’assicuratore a Saluzzo, mestiere che continuerà a fare il nostro connazionale che “cerca l’assurdo e raggiunge l’impossibile”, per parafrasare il suo motto.

 

 

Leggi altri articoli in Primo Piano

Commenti chiusi

Articoli correlati