Andrea Bertolini: “La 24 ore di Le Mans mette alla prova la mente, quella di Spa i muscoli” [INTERVISTA]

Il pilota di Sassuolo si racconta ai nostri microfoni

Finali Mondiali Monza 2018 - Da diversi anni ormai Bertolini è un uomo chiave dei programmi Clienti Ferrari, dalle F1 alle Gran Turismo
Andrea Bertolini: “La 24 ore di Le Mans mette alla prova la mente, quella di Spa i muscoli” [INTERVISTA]

DA MONZA – Se da un lato Andrea Bertolini ha quasi raggiunto quota 500 collaudi delle F1 Clienti, dall’altro la sua stagione agonistica 2018 è stata avara di soddisfazioni, come lui stesso ammette.

“A livello di risultati è stata una stagione difficile. L’obiettivo principale era di accompagnare Tracy Krohn in un percorso di crescita costante durante tutto il corso della stagione, ed è stato raggiunto. Quest’anno l’elenco partenti al via della classe GTE era di tutto rispetto, la vettura è sempre stata competitiva, ma non abbiamo potuto percorrere una quantità sufficiente di chilometri di test e questo ci ha penalizzato fortemente. Da regolamento, infatti, il pilota Bronze deve guidare per un minimo di due ore durante la corsa, ma Tracy aveva poca esperienza con la 488 GTE”.

Come è cambiato il panorama del mondo Gran Turismo in questi anni, soprattutto alla luce dell’aumento del numero di gentleman driver?

“Il motorsport è cambiato in tutte le categorie. Il vecchio mondiale GT1 equivale oggi alla classe GTE PRO del WEC. Accanto alle vetture ufficiali però, ci sono diversi clienti, gentleman driver, a cui vengono affiancati piloti professionisti. In sostanza i campionati per piloti professionisti e per le squadre ufficiali sono rimasti, ma accanto ad essi sono nate diverse categorie riservate agli amatori. Il numero di campionati è quindi aumentato a dismisura, grazie ai piloti con la valigia. Va detto però, che anche in questi categorie il livello è altissimo: penso al GT Open vinto da Mikkel Mac in coppia con Alessandro Pierguidi, uno dei nostri alfieri ufficiali in classe GTE PRO. È vero che la mia attività è cambiata, ma in questo momento mi piace molto lavorare con i gentleman e cercare di trasmettere loro parte della mia esperienza. È poi una soddisfazione enorme quando arrivano i risultati sperati. Un esempio lampante è stato il percorso fatto con SMP Racing, con cui ho vinto il titolo ELMS nel 2014 per poi passare nel WEC e alla 24 ore di Le Mans, conquistati entrambi l’anno seguente”.

Sei stato uno dei migliori interpreti della 24 ore di Spa nel periodo del FIA GT1 e vanti diverse partenze alla 24 ore di Le Mans. Quali sono le principali differenze tra le due Classiche?

“Sono due corse molto diverse. Una vittoria alla 24 ore di Le Mans vale un campionato, indipendentemente dalla categoria in cui partecipi. La 24 ore di Spa è molto diversa. Io ho avuto la fortuna di corrervi in due epoche: quella del FIA GT1 e quella attuale del Blancpain GT Series. È una corsa a cui sono molto affezionato. A livello fisico è più probante correre nelle Ardenne, ma Le Mans è devastante mentalmente. La velocità media è sempre molto alta ma ci sono molte interruzioni dovute alle chicane poste sul rettifilo dell’Hunadieres. Perdere la concentrazione per un istante significa finire contro le protezioni e compromettere il lavoro di una stagione. A livello muscolare non è particolarmente impegnativa, ma personalmente la ritengo la più dura tra le due. A ciò si aggiunge il traffico: quando correvo in GT1 avevo la vettura più veloce e dovevo districarmi nel traffico delle GT2 e GT3; mentre ora è il contrario: con la 488 GTE sono più lento dei prototipi. E francamente ora è molto più difficile. Il lavoro dei piloti GT oggi, è gestire al meglio le fasi di traffico, lasciando strada ai prototipi nei momenti giusti, cercando di non perdere terreno nei confronti dei rivali. A Spa invece è molto divertente gestire il traffico: negli ultimi anni ho corso nella categoria PRO-AM, dunque non competo per la classifica assoluta. Tuttavia tutte le auto al via sono tutte GT3, quindi potenzialmente tutte competitive allo stesso modo. Questo significa che posso giocarmela anche con i PRO durante i miei stint, ed è molto appagante”.

Accanto ai tuoi impegni agonistici da alcuni anni svolgi il ruolo di collaudatore del programma F1 Clienti.

“Mi piace molto svolgere differenti mansioni all’interno del mondo Ferrari. Settimana scorsa ho raggiunto il collaudo numero 453 e scherzando ho detto ai ragazzi che arrivati a quota 500 organiziamo una bella festa. Mi sento un privilegiato a poter guidare tutte queste vetture. È molto bello vedere le evoluzioni regolamentari e tecnologiche nel corso degli anni e sinceramente si percepisce fin dai primi metri quali sono le monoposto che hanno vinto gare o campionati. Non è un caso che le mie preferite siano quelle che al tempo sono state competitive: ancora oggi regalano emozioni e sensazioni di guida meravigliose e le performance, faccio l’esempio della F2004, sono ancora ragguardevoli, anche durante delle prove “non competitive” a Fiorano.

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