WRC | Rally di Catalogna 2018: anteprima ed orari

La guida completa al Rally di Catalogna

Tutto sul Rally di Catalogna 2018, penultima prova del WRC: la storia, il programma con gli orari, il percorso con le novità, come vederlo in tv e streaming. Inoltre il punto sul campionato e la start list
WRC | Rally di Catalogna 2018: anteprima ed orari

Prima di chiudere la stagione del WRC 2018 in Australia, il Mondiale Rally compie un’ultima sosta nella vecchia Europa per disputare il penultimo appuntamento stagionale, ovvero il Rally RACC Catalunya – Rally de España, che per comodità chiameremo Rally di Catalogna. La 54esima edizione del round iberico (anche se a quelle latitudini preferirebbero chiamarlo catalano e basta, ma non ci addentriamo in questioni politiche che non ci competono) innalzerà ulteriormente il livello della battaglia per i titoli piloti e costruttori, ancora apertissima ed incerta, soprattutto tra i driver. Vediamo nel dettaglio il percorso di questa prova unica, essendo la sola che presenta entrambi i tipi di fondo (asfalto e ghiaia/sterrato), il programma con gli orari, la programmazione tv e web; inoltre come di consueto non mancherà il nostro punto sul campionato.

Breve storia del Rally di Catalogna

Le origini della prova rallistica risalgono al lontano 1916, in cui nacque l’antenato dell’appuntamento che conosciamo oggi, ovvero la Volta de Catalunya. Nel 1957 subentrò come organizzatore la Royal Automobile Club of Catalonia (RACC), mentre nel 1962 acquisì la dicitura Rallye Cataluña – Vuelta a Cataluña. Il 1980 fu l’anno dell’ingresso nel Campionato Europeo, ma per arrivare al Mondiale bisognerà aspettare undici anni, ovvero il 1991: il Catalogna nel frattempo si era fuso con un altro appuntamento rallistico quale il Costa Brava (in zona Lloret de Mar) per diventare così nel 1988 Rally Cataluña-Costa Brava, in modo da poter avere maggiori opportunità di ospitare il WRC.
La Costa Brava lasciò poi il Rally che divenne così nel 2005 Catalunya-Costa Daurada, anno in cui si aprì l’era di Sébastien Loeb, con la sua prima vittoria (di cui abbiamo raccontato qualche retroscena), proseguendo poi ininterrottamente la striscia di successi in questo appuntamento sino al 2012. Nel 2002 il Rally acquisì il suo quartier generale che lo caratterizza ancora oggi, ovvero Salou, nella provincia di Tarragona. Nel 2010, infine, il Rally riprese un format che si era visto nel 1992, ovvero il misto asfalto/sterrato (ghiaia, terra e così via), che ancora oggi rende unico questo appuntamento.

Percorso, programma ed orari

Partiamo dalla caratteristica che abbiamo accennato e che rende il Rally di Catalogna unico nel calendario WRC: la prima tappa di venerdì sarà tutta su sterrato (principalmente ghiaia, per la precisione), mentre le due giornate successive in asfalto. Di conseguenza alla fine del primo giorno, una volta concluse le PS, gli equipaggi porteranno le loro vetture al Service situato nel parco a tema PortAventura per una sosta a disposizione dei meccanici di settantacinque minuti (e non i quarantacinque soliti come si usa a fine tappa), per consentire uno stravolgimento delle auto nei loro settaggi in modo che possano essere configurate per l’asfalto. Verranno quindi sostituiti componenti come la trasmissione, lo sterzo, il cambio, i freni, le assi ed il telaio: in pratica resteranno invariati soltanto la carrozzeria e il motore. Dal giorno alla notte, quindi, i piloti dovranno cambiare il loro stile di guida da una superficie all’altra, per adattarsi ad un fondo che sarà molto diverso dalla ghiaia visto che gli asfalti di sabato e domenica saranno lisci e veloci (e quindi con poco grip) come quelli di una pista.

Saranno 18 le prove speciali da affrontare, per un totale di 331,58 km cronometrati: si comincia giovedì 25 ottobre con la spettacolare prova di Barcellona, precisamente nell’area di Montjuïc, il promontorio che sovrasta la città ed è considerato il polmone verde del capoluogo. I piloti correranno sulle strade che sono state teatro del GP di Spagna di Formula 1 in una PS studiata per rompere il ghiaccio, ma soprattutto nata per offrire una cartolina del Catalogna: partenza e finale sulla Avenida Reina Maria dopo aver percorso 3,20 km, sullo sfondo delle attrazioni più iconiche di Barcellona come la strabiliante Font màgica in Plaça d’Espanya (costruita nel 1929 per celebrare l’Esposizione Universale) e il Palau Nacional. Nella giornata successiva si riparte dagli sterrati e dalla ghiaia: si va verso ovest, con le novità de La Fatarella-Vilalba, come i tratti in asfalto. Tornano inoltre le Gandesa e Pesells, già viste l’ultima volta nel 2014.
Per quanto riguarda le altre due tappe, spazio all’asfalto: si comincia sabato andando verso nord-est, dove ci saranno anche due prove da percorrere in direzione inversa rispetto al 2017. Torna inoltre la PS di Querol. La giornata si chiude poi con una speciale a gentile richiesta del pubblico e degli appassionati, ovvero la spettacolare Salou sulla costa catalana.
Infine domenica con le conferme, in linea con lo scorso anno, della Riudecanyes e Santa Marina, da ripetere due volte (l’ultima vale anche come Power Stage).

Giovedì 25 Ottobre

08.00: Shakedown – Salou (2.00km)

13.15: Partenza (Salou)

18.08: SS1 – Barcelona (3.20km)

20.08: Parc ferme (PortAventura)

 

Venerdì 26 Ottobre

08.00: Service A (PortAventura – 15 min)

09.33: SS2 – Gandesa 1 (7.00km)

10.06: SS3 – Pesells 1 (26.59km)

11.20: SS4 – La Fatarella – Vilalba 1 (38.85km)

13.35: Service B (PortAventura – 30 min)

15.23: SS5 – Gandesa 2 (7.00km)

15.56: SS6 – Pesells 2 (26.59km)

17.10: SS7 – La Fatarella – Vilalba 2 (38.85km)

19.20: Flexi Service C (PortAventura – 1 hr 15 min)

 

Sabato 27 Ottobre

06.45: Service D (PortAventura – 15 min)

08.23: SS8 – Savallà 1 (14.12km)

09.08: SS9 – Querol 1 (21.26km)

10.08: SS10 – El Montmell 1 (24.40km)

11.43: Service E (PortAventura – 30 min)

13.28: SS11 – Savallà 2 (14.12km)

14.10: SS12 – Querol 2 (21.26km)

15.08: SS13 – El Montmell 2 (24.40km)

17.00: SS14 – Salou (2.24km)

17.30: Flexi Service F (PortAventura – 45 min)

 

Domenica 28 Ottobre

06.45: Service G (PortAventura – 15 min)

07.35: SS15 – Riudecanyes 1 (16.35km)

08.38: SS16 – Santa Marina 1 (14.50km)

09.45: Service H (PortAventura – 30 min)

10.50: SS17 – Riudecanyes 2 (16.35km)

12.18: SS18 – Santa Marina 2 Power Stage (14.50km)

13.41: Service I (PortAventura – 10 min)

14.01: Cerimonia di Premiazione (Salou)

Come vedere in tv e streaming il Rally di Catalogna

Per quanto riguarda la trasmissione in chiaro vi ricordiamo l’appuntamento con il magazine SI Motori – Speciale WRC, che una settimana dopo l’evento offrire un focus sul Rally di Catalogna (in onda su Sportitalia, canale 60 e 153 del Digitale Terrestre).
Per quanto riguarda la diretta live i canali ufficiali sono DAZN, la piattaforma che trasmette in streaming dal calcio all’UFC e detiene anche i diritti per il WRC: per non perdersi una selezione live delle PS della penultima prova del Mondiale basta andare sul sito ufficiale o scaricare la app per smartphone o smart tv compatibile, ed effettuare l’iscrizione. Chi ha già un abbonamento a Mediaset Premium o utilizza il decoder SkyQ di Sky può già usufruire del servizio.
Altrimenti l’altra possibilità di vedere streaming live tutto il Rally di Catalogna, inclusi highlights, appofondimenti e quant’alto, è sottoscrivere l’abbonamento con il canale ufficiale web WRC + All Live.

Il punto sul campionato e l’incognita Loeb

Due gare alla fine della stagione e tre piloti in lizza per il titolo mondiale, ovvero in rigoroso ordine di classifica Thierry Neuville (primo con 189 punti), Sébastien Ogier (182) ed Ott Tanak (167). Il pentacampione WRC sembrava finito un po’ ai margini della battaglia per la conquista dell’alloro iridato dopo alcune prove in tono minore, cosa di cui si è avvantaggiato Tanak che ha vinto tre appuntamenti di fila (Finlandia, Germania e Turchia) trascinando Toyota in cima ai costruttori. Ma poi in Galles, approfittando anche degli errori dell’estone, Ogier ha sparigliato le carte vincendo il round e riaprendo il discorso per il titolo che è diventato un mexican standoff tra questi tre piloti. Ora il francese è tornato quindi secondo, mentre Neuville mantiene la vetta per soli 7 punti di vantaggio, conscio assieme a Hyundai di non potersi permettere più il lusso di compiere errori o passi falsi come avvenuto nelle ultime prove. È dal Rally Italia Sardegna che il belga non centra un successo pieno ed indiscutibile, di conseguenza per evitare di attaccarsi al pallottoliere o aspettare un redde rationem in Australia (in cui, essendo una prova su sterrato, chi parte primo è svantaggiato: la cosa forse peserà nelle strategie di gara) deve necessariamente vincere, e magari sperare che Ogier faccia schifo, detto in parole povere (ovvero che il rivale di M-Sport non vada a punti, massimo uno nella Power Stage nel caso Neuville non concluda tra le prime cinque posizioni utili nella PS).
Il pilota su Ford Fiesta WRC invece potrà avere qualche chance di vittoria iridata se ovviamente si prenderà il primo posto in Catalogna, e contestualmente l’avversario sulla i20 Coupé WRC finisca arretrato in classifica (se poi si ritirasse dalle parti del team di Malcom Wilson potrebbero stappare quello buono).
In tutto ciò resta la mina vagante Tanak, che cercherà l’allungo in classifica piloti ottenibile con una vittoria e un disastro dei suoi diretti avversari, ma la strada per il titolo è un po’ più ostica per l’estone: ma non bisogna comunque prenderlo sottogamba, visto che ha dato prova di un talento ormai giunto a maturazione, che fa il paio con una Yaris WRC settata a puntino in questa seconda metà della stagione. Tanak ha dimostrato altresì di cavarsela sia su asfalto che su sterrato, e in Catalogna i piloti più versatili come lui o di esperienza come Ogier e Neuville potrebbero essere più avvantaggiati (sarà fondamentale anche la scelta delle gomme, soprattutto se gli asfalti saranno caldi).

Ci sarà però un’altra mina vagante di cui tenere conto, ovvero Sébastien Loeb: il nove volte campione WRC, come da programma, torna nel Mondiale per il suo terzo – ed ultimo – impegno stagionale con Citroen. Già vincitore per ben otto volte del Rally di Catalogna, l’alsaziano si presenta in punta di piedi, senza dichiarazioni roboanti (anzi, ha affermato di non potersi mettere al livello dei tre in lotta per il titolo), ma forse si tratta di pretattica. Già, perché Loeb ha dato prova di ottime prestazioni nei test con la C3 WRC, l’auto che tra l’altro vinse l’anno scorso il round iberico con l’allora pilota Citroen Kris Meeke; inoltre il pluri campione del Mondo WRC partirà undicesimo nella prima tappa su sterrato, avendo così un vantaggio competitivo non da poco. Insomma Loeb potrebbe infastidire i piani di Neuville, Ogier e Tanak, ma in ogni caso non bisogna sottovalutare il team di Budar che vede anche un Craig Breen che venerdì partirà ottavo e come il compagno di squadra non dovrà spazzare le strade: reduce da un buon quarto posto in Galles, l’irlandese è uno degli outsider da tenere d’occhio come il rientrante Dani Sordo per dare man forte a Hyundai, Esapekka Lappi e Jari-Matti Latvala (Toyota), quest’ultimo reduce da un ottimo secondo posto in Galles e che cercherà di continuare il suo riscatto dopo tante prove sfortunate.

In WRC2, categoria che si sdoppierà il prossimo anno tra costruttori e team privati, ormai abbiamo già il verdetto che vede Jan Kopecký campione 2018, consegnando a Skoda Motorsport il quarto titolo consecutivo ottenuto in anticipo sui tempi (il che spiega perché la Federazione abbia deciso di dividere il WRC2, per far sì che anche i privati possano avere la loro chance di vittoria finale). L’altro pilota sulla Fabia R5, Pontus Tidemand, nonché secondo in classifica, non sarà al via in Catalogna avendo già disputato le sei gare previste dal suo programma 2018 (anche per Kopecký era stato fissato questo limite, ma lui è arrivato a cinque sino ad ora). Al via anche il giovane talentuoso Kalle Rovanpera e il nostro Simone Tempestini. Inoltre torna nel Mondiale Rally la Volkswagen, che farà debuttare la Polo GTI R5 nel WRC2, con alla guida Petter Solberg (qui tutti i dettagli).

Nella WRC3 (che sparirà dal prossimo anno per lasciare spazio al doppio WRC2), assenti negli ultimi due appuntamenti Emil Bergkvist e Denis Rådström (primo e terzo in classifica), la lotta per il titolo si restringe al finlandese Taisko Lario, l’inglese Louise Cook e il nostro Enrico Brazzoli.

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