TCR Europe | Comini e Race Republic chiudono a testa alta il 2018

Riassunto del weekend di Barcellona nel TCR Europe

Una stagione cominciata in ritardo non ha fatto demordere Stefano Comini e Race Republic, che ora guardano al 2019 fiduciosi.
TCR Europe | Comini e Race Republic chiudono a testa alta il 2018

La stagione 2018 per Race Republic e Stefano Comini nel TCR Europe si è conclusa con l’ultimo appuntamento di Barcellona dello scorso weekend. Nonostante i grandi sforzi e la solita grinta che contraddistingue il pilota svizzero, i punti non sono giunti come sperato. Ma la squadra è già al lavoro con grandi ambizioni per il 2019, che speriamo di potervi raccontare molto presto. Per il momento ecco quanto accaduto.

Il riassunto del weekend di Comini e RR

In vista del circuito spagnolo il driver di Race Republic, con cui ha cominciato la stagione 2018 nel TCR Europe sulla Honda Civic Type R TCR, aveva fatto sapere che avrebbe dato il tutto per tutto pur di arrivare nelle posizioni di rilievo. E così è stato in entrambe le manche, non fosse che prima una qualifica faticosa lo relega in 26° posizione (+2″17 dalla pole), poi in Gara 1 anche gli avversari ci mettono del loro. Insomma, la sfortuna sembra accompagnare la squadra un po’ in tutta Europa, perché i meccanici di Autodis Racing by THX riscontrano anche danni meccanici alla vettura prima della partenza per la prima manche. Ma il carismatico Comini, che abbiamo imparato a conoscere durante le nostre interviste – ultima delle quali a Monza – un po’ come il detto che «Il calabrone non potrebbe volare secondo la fisica, ma lui lo fa lo stesso», in Gara 1 parte a fuoco per puntare alle posizioni di rilevo. Sennonché durante la sua rimonta dal fondo incontra un avversario che anticipa completamente la propria staccata: l’impatto con il frontale della Civic Type R di Race Republic è inevitabile. Senza il carico aerodinamico di uno splitter anteriore sbriciolato, la 19° posizione è l’ultima che Comini vede prima del ritiro.

E così l’all-in barcellonesco per Stefano Comini e RR è tutto su Gara 2, dove la piazzola di start è sempre la ventiseiesima. A questo giro tutto fila liscio e comincia l’impetuosa rimonta che lo vede passare sul traguardo ad una sola posizione dai punti, ossia undicesimo. Di certo l’ennesima prestazione di forza da parte di colui che ha vinto i primi due Campionati Internazionali TCR.

Il commento di Stefano Comini

«È stato un weekend difficile», commenta a caldo il pilota una volta sceso dalla Honda, non esattamente accondiscendente per questo ultimo appuntamento del TCR Europe. Come spiega Comini: «Sin dalle Prove Libere 1 non ho sentito come mia l’auto, si comportava in maniera strana, inusuale». Per quanto concerne l’ultima prova di stagione, lo svizzero aggiunge: «In Gara 1 ho pagato la scarsa attenzione degli avversari, che mi è costata lo splitter anteriore senza il quale mi sono ritrovato nel curvone veloce. Continuare senza il giusto carico aerodinamico mi avrebbe causato molti più problemi, perciò non ho avuto altra scelta che ritirarmi. La partenza di Gara 2 è andata invece più o meno bene, anche se da dietro è dura vedere i semafori. Onestamente della manche non ricordo moltissimo perché è stata davvero tosta, non so quanti piloti ho superato, di sicuro un buon numero. Tuttavia per l’ennesima volta non abbiamo avuto la velocità necessaria: non capisco perché la mia vettura non sia veloce sul dritto. Non a caso è stato difficile stare nel plotone con tutti gli altri piloti che sostanzialmente andavano, ad occhio, tra i 5-6 km/h più rapidi di me; in particolare mi hanno sorpreso le Volkswagen Golf GTI TCR di West Coast Racing, le quali sul dritto hanno avuto facilmente la meglio su di me. Sì, è stata durissima, molto corpo a corpo, in una gara in cui mi sono dovuto far largo tra il gruppo per cercare di recuperare quante più posizioni possibili. Alla fine una undicesima posizione dopo che parti ventiseiesimo non è male. Si conclude un anno complicato, fatto di sacrifici e molto intenso, in cui ho preferito tacere: ma l’anno prossimo non rimarrò zitto, e se necessario parlerò!» esclama Stefano Comini.

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