WRC | Rally di Turchia 2018: Anteprima ed Orari del weekend

Guida al Rally di Turchia: percorso, favoriti, programma

Tutto quello che c'è da sapere sull'imminente Rally di Turchia: il percorso e il programma della decima prova del WRC 2018, il punto sui piloti in lotta per il campionato e come vedere la gara in tv e in streaming
WRC | Rally di Turchia 2018: Anteprima ed Orari del weekend

Il Mondiale WRC torna sugli sterrati dopo la parentesi sull’asfalto della precedente prova in Germania, ma questa volta si tratterà di un tracciato completamente inedito per gli equipaggi. L’undicesima edizione del Marmaris Rally Turkey, che per comodità chiameremo Rally della Turchia, rappresenta il ritorno di una tappa che non disputava nel WRC dal 2010, anno in cui l’eruzione del vulcano Eyjafjöll in Islanda aveva bloccato buona parte dell’Europa, compreso il circo del rally che in quel momento stava correndo proprio nel Paese con capitale Ankara. Vediamo nel dettaglio il programma e facciamo il punto della situazione sul campionato a quattro round dal termine.

Rally di Turchia 2018: panoramica sul percorso e come vedere la gara

Il Rally di Turchia si svolgerà dal 13 al 16 settembre nella regione del Marmaris, ridente località balneare dal clima mite nel sud ovest del Paese che si affaccia sul Mar Egeo. La location scelta per il ritorno sulle scene WRC della competizione è la terza nella storia della prova dopo Kemer, fulcro del Rally dal 2003 (anno del debutto mondiale della Turchia) al 2006 e poi di nuovo nel 2008, e Istanbul nell’ultima apparizione del 2010. A detenere il record di vittorie è Sébastien Loeb con ben tre (2004 e 2005 con la Xsara WRC e poi 2010 a bordo della C4 WRC), mentre a guidare le statistiche dei successi è Citroen con quattro trionfi in sei edizioni.
Il decimo round del calendario 2018 offrirà agli equipaggi una sfida che è un mix tra il Rally Italia Sardegna e il Rally dell’Acropoli, il che è abbastanza ovvio per la natura del fondo, il clima mediterraneo che accomuna queste tre gare affacciate sul Mediterraneo e per i tracciati tecnici tra polvere, sassi e quelle caratteristiche che sono un invito a nozze per le sospensioni, le parti meccaniche delle vetture e l’usura delle gomme. Marmaris come accennato sarà la base, ma la competizione giungerà verso le montagne rocciose della zona di Mugla, sempre nella parte sud occidentale del Paese.

In tutto i team affronteranno 312,4 km cronometrati distribuiti su 17 speciali che saranno completamente nuove per i concorrenti in gara, essendo la prima volta in assoluto in cui il percorso debutta nel Mondiale. Venerdì la prima tappa punterà verso nord est in direzione Mugla con le tre speciali di Çetibeli, Ula e Çiçekli da ripetere due volte, mentre sabato si va ad ovest di Marmaris con altre tre PS da correre una seconda volta nel pomeriggio, ovvero la Yeşilbelde, la Datça e la İçmeler, con la seconda del lotto che potrebbe riservare qualche sudore freddo ai piloti. Gran finale domenica con la Power Stage di Marmaris in un programma che sostanzialmente è molto compatto, dal momento che 134 km di prove sono racchiuse in un percorso che globalmente è di 306 km.
Abbiamo parlato dell’incognita che sarà il Rally di Turchia, visto che gli equipaggi partiranno da zero con le note, i set up delle vetture e la scelta delle gomme: il tracciato di gara sarà reso più complicato da gestire anche per via del caldo, visto che le temperature posso raggiungere se non superare (come ha testimoniato di recente Thierry Neuville in una storia del suo profilo Instagram) i 30 gradi. Se non altro i piloti correranno in un paesaggio da cartolina, con un percorso che per buona parte sarà sul mare.

In fondo all’articolo trovate il programma completo con gli orari e il chilometraggio delle prove: per seguire in tv il Rally di Turchia la liturgia è sempre quella, ovvero niente trasmissione in chiaro – a parte gli approfondimenti curati da Sportitaliacanale 60 e 153 del Digitale Terrestre – ma resta la possibilità di vedere dirette ed highlights grazie agli operatori over the top. Parliamo di DAZN, la piattaforma di Perform che recentemente ha acquisito i diritti del WRC e che offrirà il Mondiale Rally in streaming ed on demand anche per i clienti di Sky che hanno sottoscritto l’abbonamento e di Mediaset Premium, dove il servizio è già incluso. Altrimenti resta lo streaming sempre a pagamento del canale ufficiale WRC+ All Live, con dirette, commenti, camera car, conferenze stampa ed altri approfondimenti, e Red Bull TV, che offre uno spazio dedicato proprio al WRC 2018.

Rally di Turchia 2018: il punto sui piloti in lotta per il campionato

Eravamo rimasti al terzo incomodo del Mondiale che tanto outsider non lo è più, ovvero quell’Ott Tanak che ha ha primeggiato sia negli sterrati del Finlandia che sugli asfalti tedeschi, per citare gli ultimi due round precedenti. Toyota a sua volta sta insidiando il primato tra i costruttori di Hyundai, piazzandosi seconda alle sue spalle con una differenza di soli 13 punti, mentre Tanak è attualmente terzo a 136 punti dietro Sébastien Ogier (149) e Thierry Neuville (172). La Yaris WRC guidata dall’estone ha dato prova negli ultimi due appuntamenti di essere una vettura competitiva come il suo equipaggio, grazie alle migliorie sul differenziale e gli aggiornamenti all’auto anche per quanto riguarda i propulsori, ma attenzione: in Turchia Toyota dovrà schierare una Yaris non aggiornata per un cavillo dei regolamenti tecnici relativi all’omologazione del motore. Questo dato, assieme ad alcuni problemi di surriscaldamento in caso di alte temperature, aggiunto al fatto dell’incognita di un percorso inedito (ma quest’ultimo punto varrà per tutti) renderà impervia la strada verso la tripletta di risultati utili per il team di Tommi Makinen, per quanto Tanak sia sembrato ultimamente un passo avanti rispetto agli avversari. Se riuscisse nell’impresa di vincere il terzo round consecutivo del WRC 2018, allora i due galli Ogier e Neuville dovrebbe iniziare a preoccuparsi seriamente, e con loro i rispettivi team.
I due che nella prima parte di stagione sono sembrati gli unici a dover duellare seriamente per il titolo iridato dovranno approfittare della situazione di una Yaris con dei motori vecchi: tuttavia il belga deve ritrovare lo smalto visto in particolare in Portogallo e in Sardegna, zenith della sua stagione in cui pareva che la Hyundai fosse finalmente instradata per un titolo mondiale sia tra i piloti che i costruttori. Tuttavia dopo la prova italiana entrambi hanno perso un po’ qualche colpo, sparando a salve e non mettendo definitivamente ko il campionato e l’avversario principale, quell’Ogier in rampa di lancio per il sesto titolo nel WRC e poi persosi per strada assieme a M-Sport. In ogni caso il francese non è certamente da dare per spacciato, considerando il carattere che tira fuori nei momenti di difficoltà come al Rally Italia, dove ha tenuto duro pur perdendo il primato, o in Germania, dove non si è lasciato abbattere da una foratura nella PS13 che gli fece perdere circa 7 minuti in classifica provvisoria. Per quanto riguarda il resto delle line – up Hyundai e Ford, Neuville si trova in squadra un Andreas Mikkelsen che non riesce ad essere veramente incisivo (in Sardegna aveva illuso nella prima tappa), ma torna nella compagnia Hayden Paddon, fresco di quarto titolo nazionale rally conquistato nella sua Nuova Zelanda ed autore di qualche buon piazzamento nelle poche gare mondiali che ha disputato in questa stagione. Dall’altra parte Ogier (che pare sia in predicato di trasferirsi il prossimo anno in Citroen, a secondo di come andrà questa stagione) ha dalla sua Elfyn Evans (non molto soddisfacente la sua annata) e Teemu Suninen, che ha dato prova quest’anno di sprazzi di talento. Su un’altra Ford Fiesta WRC salirà a bordo anche Yazeed Al Rajhi.
Tornando a Toyota, la sua formazione però è quella che più è sembrata capace di piazzarsi nelle posizioni alte delle classifiche, grazie alle prestazioni di Jari-Matti Latvala e Esapekka Lappi: il primo però paga la sfortuna e qualche problema di affidabilità della Yaris WRC che in diverse occasioni lo ha tradito allontanandolo da risultati di pregio, mentre il secondo ha stupito meno rispetto all’anno precedente quando vinse il rally di casa, ma rappresenta comunque uno dei prospetti più interessanti tant’è che si fanno sempre più insistente le voci che il finlandese, in scadenza di contratto, possa accasarsi nel 2019 con Citroen. Per gli equipaggi Toyota, in ogni caso, tutto dipenderà dalla Yaris WRC che non replichi gli stessi problemi visti in Messico, in condizioni simili a quelle del Turchia.
A proposito di Citroen, evocata più volte per via della sua volontà di chiudere questa annata di transizione per rinforzarsi con il botto dal prossimo anno: nel frattempo nel team di Pierre Budar si organizzano nozze con i fichi secchi, sebbene Mads Ostberg e Craig Breen hanno dato a più riprese prova del loro talento (il norvegese è reduce da un ottimo podio conquistato in Finlandia). I due partiranno rispettivamente ottavo e nono il primo giorno, il che li solleva dal difficile ruolo di battistrada ma le cose potrebbero complicarsi se piovesse e le strade diventassero fangose e sprofondanti. Sulla terza C3 WRC torna a disposizione Khalid Al Qassimi.

Nel WRC2 la lotta per il vertice è ugualmente pirotecnica, nonostante tra i costruttori ci sia un’unica mattatrice quale è Skoda, con i suoi due piloti Jan Kopecký e Pontus Tidemand, divisi da soli 7 punti (100 per il ceco e 93 per lo svedese). Più attardato un altro talento quale è Gus Greensmith su Ford, terzo con 55 punti, mentre attualmente è al quinto posto il nostro Fabio Andolfi, reduce da un ottimo podio di categoria nel precedente Rally di Germania.
Se Skoda impera nel WRC2, nel WRC3 è Ford a fare la parte del leone, con Jean-Baptiste Franceschi attuale leader ma che ha pagato lo scotto di un ritiro nella prova in terra tedesca. Attenzione agli svedesi Dennis Radstrom e Emil Bergkvist, rispettivamente terzo e quarto in classifica provvisoria.

Rally di Turchia 2018: programma completo con gli orari

Nota: gli orari si riferiscono al fuso locale. La Turchia è un’ora avanti rispetto all’Italia.

Giovedì 13 Settembre
09:30: Shakedown (Değirmenyanı – İçmeler) 4.70km
20:08: SSS 1 Turkey 2.00km

Venerdì 14 Settembre
07:00: Service A (Asparan)
07:58: SS 2 Çetibeli 1 38.10km
09:21: SS 3 Ula 1 21.75km
10:24: SS 4 Çiçekli 1 12.57km
12:24: Service B (Asparan)
13:37: SS 5 Çetibeli 2 38.10km
15:00: SS 6 Ula 2 21.75km
16:03: SS 7 Çiçekli 2 12.57km
17:48: Service C (Asparan)
Totale distanza percorsa venerdì 14 settembre: 144.84km (46% del totale)

Sabato 15 Settembre
07:42: Service D (Asparan)
08:35: SS 8 Yeşilbelde 1 34.24km
10:08: SS 9 Datça 1 10.70km
11:11: SS 10 İçmeler 1 20.37km
12:16: Service E (Asparan)
13:24: SS 11 Yeşilbelde 2 34.24km
15:08: SS 12 Datça 2 10.70km
16:11: SS 13 İçmeler 2 20.37km
17:01: Service F (Asparan)
Totale distanza percorsa sabato 15 settembre: 130.62km (42%)

Domenica 16 settembre
09:25: Service G (Asparan)
10:08: SS 14 Marmaris 1 7.14km
10:46: SS 15 Ovacık 8.05km
11:24: SS 16 Gökçe 12.65km
13:18: SS 17 Marmaris 2 [Power Stage] 7.14km
Totale distanza percorsa venerdì 14 settembre: 34.98km (11%)

Lunghezza totale delle PS: 312.44 km
Lunghezza totale dei trasferimenti: 564.90 km
Lunghezza totale del Rally di Turchia: 877.34 km

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