Formula E – Pechino: Renault e.dams Subito Imprendibili. Trulli Non Prenderà Parte Alla Gara

Con la prima sessione di test ufficiali la seconda stagione della Formula e è ufficialmente cominciata. Come nella passata edizione, sarà l’ePrix di Pechino ad aprire le danze su un circuito che si snoda sul perimetro dello Stadio Olimpico della città cinese. La pista, rispetto allo scorso anno è stata modificata, con l’abolizione della prima chicane e il restringimento delle altre due. Queste modifiche hanno indubbiamente portato ad un abbassamento dei tempi, ma sicuramente il merito dei quattro secondi in meno sul record della pista dello scorso anno è in gran parte attribuibile alla Renault e.dams. Nicolas Prost ha infatti rifilato quasi sette decimi al compagno di squadra Sebastien Buemi e ben 2.2″ a Jean-Eric Vergne.   Il francese ha chiuso il terzetto di testa francofono nonostante il pesante ritardo dalle monoposto Renault che, al momento, sembrano imprendibili. Alle sue spalle hanno chiuso le due Mahindra di Bruno Senna e Nick Heidfeld, non troppo distanti dal pilota Ferrari. Segnali incoraggianti per la NextEV che ha chiuso sesta con Oliver Turvey, seppur a quasi tre secondi dal leader. Problemi invece per il suo compagno di squadra e campione in carica Nelson Piquet Jr che ha causato l’unica bandiera rossa del turno. Il brasiliano, infatti, ha parcheggiato la sua auto in un punto cieco, costringendo la direzione gara ad interrompere la sessione. Brutta prestazione per l’attesissimo Jacques Villeneuve, ultimo e distanziato di addirittura 9.2″ da Prost.   Non ci sono parole per descrivere la sfortuna dell’unico team italiano presente al via. La squadra di Jarno Trulli ha avuto problemi doganali che hanno fermato alcune componenti del propulsore Motomatica. Le auto non hanno quindi potuto essere scrutinate dagli ufficiali e non potranno prendere il via alla corsa. La speranza ora, è quella di vedere Vitantonio Liuzzi e Salvador Duran al via del secondo round stagionale in programma a Putrajaya il 7 novembre.

Vota questo articolo
Leggi altri articoli in Formula E

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati