La Formula E riporta le competizioni su pista in Svizzera dopo 64 anni di bando

Il campionato full electric continua a scrivere la storia del motorsport

E-prix di Zurigo - Una concessione del govern ha permesso lo svolgimento del primo e-prix svizzero della storia e il ritorno delle gare su circuito sul suolo elvetico dopo un lungo bando
La Formula E riporta le competizioni su pista in Svizzera dopo 64 anni di bando

DA ZURIGO – La Formula E continua a scrivere la storia del motorsport. Alejandro Agag e Alberto Longo hanno fondato il primo campionato riservato alle auto completamente elettriche con l’intento di ribaltare la moderna concezione delle gare su pista. Per farlo hanno dovuto prendere decisioni rivoluzionarie, che spesso hanno fatto torcere il naso agli appassionati più tradizionalisti. Basti pensare al sistema del Fanboost, o alle linee futuristiche della nuova vettura che debutterà nella quinta stagione, o ancora all’idea di disputare tutte le corse nel centro delle metropoli più belle del mondo in un’unica giornata.

Ma la Formula E non volta le spalle al passato: sarà proprio lei a riportare le competizioni di auto in circuito sul suolo della Svizzera, 64 anni dopo l’ultima corsa. Questo tipo di gare fu infatti bandito dopo il terribile incidente della 24h di Le Mans 1955, in cui la Mercedes-Benz 300 SLR di Pierre Levegh uscì di pista uccidendo il pilota stesso e altre 83 persone. Una tragedia che scosse pesantamente il mondo delle corse di allora e che portò gravi conseguenze, come il ritiro dalle competizioni di moltissimi piloti dell’epoca e della Mercedes alla fine della stagione sportiva (culminata nella conquista del campionato del mondo di Formula 1), la cancellazione di diversi Gran Premi e, appunto, il bando delle gare su pista dal suolo elvetico.

Questa drastica decisione, però, non ha impedito a moltissimi piloti, squadre e sponsor svizzeri di proliferare nel mondo del motorsport: uno dei tre team di Formula 1 a non avere la propria sede in Inghilterra è la Sauber (Hinwil). Tra i piloti che si sono cimentati con successo nella massima formula possiamo invece ricordare Clay Regazzoni, Loris Kessel, Jo Siffert, Marc Surer, Romain Grosjean o Sebastien Buemi, campione della seconda stagione di Formula E.

Non solo, addirittura vennero disputati due Gp di Svizzera dopo il bando. Prima dell’avvento del campionato mondiale di F1, il Gp di Svizzera vanta ben nove edizioni, disputate tutte sul tracciato di Bremgarten, nei pressi di Berna, che ha poi accolto ben cinque edizioni valide per il campionato del mondo dal 1950 al 1954. Come detto però, vi furono altre due edizioni, disputate però a Digione, sul suolo francese. La prima, non valida per il campionato, venne disputata nel 1975 e vide la vittoria di Clay Regazzoni (più o meno profeta in patria) su Ferrari. Nel 1982 invece venne disputato quello che ad oggi è l’ultimo Gran Premio di Svizzera di Formula 1, che vide l’unica vittoria dell’anno dell’uomo che a fine stagione verrà incoronato campione del mondo, Keke Rosberg.

Nel 2017 il governo Svizzero ha permesso il ritorno delle competizioni su circuito, con la clausola che i veicoli siano dotati di propulsore elettrico. Grazie a questa concessione la Formula E ha potuto firmare un contratto con la città di Zurigo, entrata a far parte del calendario della stagione 2017/2018, la quarta della storia della categoria.

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di 10 giugno, 2018
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Ma la Formula E non volta le spalle al passato: sarà proprio lei a riportare le competizioni di auto in circuito sul suolo della Svizzera, 64 anni dopo l’ultima corsa. Questo tipo di gare fu infatti bandito dopo il terribile incidente della 24h di Le Mans 1955, in cui la Mercedes-Benz 300 SLR di Pierre Levegh uscì di pista uccidendo il pilota stesso e altre 83 persone. Una tragedia che scosse pesantamente il mondo delle corse di allora e che portò gravi conseguenze, come il ritiro dalle competizioni di moltissimi piloti dell’epoca e della Mercedes alla fine della stagione sportiva (culminata nella conquista del campionato del mondo di Formula 1), la cancellazione di diversi Gran Premi e, appunto, il bando delle gare su pista dal suolo elvetico.

Questa drastica decisione, però, non ha impedito a moltissimi piloti, squadre e sponsor svizzeri di proliferare nel mondo del motorsport: uno dei tre team di Formula 1 a non avere la propria sede in Inghilterra è la Sauber (Hinwil). Tra i piloti che si sono cimentati con successo nella massima formula possiamo invece ricordare Clay Regazzoni, Loris Kessel, Jo Siffert, Marc Surer, Romain Grosjean o Sebastien Buemi, campione della seconda stagione di Formula E.

Non solo, addirittura vennero disputati due Gp di Svizzera dopo il bando. Prima dell’avvento del campionato mondiale di F1, il Gp di Svizzera vanta ben nove edizioni, disputate tutte sul tracciato di Bremgarten, nei pressi di Berna, che ha poi accolto ben cinque edizioni valide per il campionato del mondo dal 1950 al 1954. Come detto però, vi furono altre due edizioni, disputate però a Digione, sul suolo francese. La prima, non valida per il campionato, venne disputata nel 1975 e vide la vittoria di Clay Regazzoni (più o meno profeta in patria) su Ferrari. Nel 1982 invece venne disputato quello che ad oggi è l’ultimo Gran Premio di Svizzera di Formula 1, che vide l’unica vittoria dell’anno dell’uomo che a fine stagione verrà incoronato campione del mondo, Keke Rosberg.

Nel 2017 il governo Svizzero ha permesso il ritorno delle competizioni su circuito, con la clausola che i veicoli siano dotati di propulsore elettrico. Grazie a questa concessione la Formula E ha potuto firmare un contratto con la città di Zurigo, entrata a far parte del calendario della stagione 2017/2018, la quarta della storia della categoria.

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