Viaggio nel Mondo dei Rally – Prima puntata

Con Anna Andreussi abbiamo scoperto cosa si porta in valigia e i segreti dell'attrezzatura tecnica

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Viaggio nel Mondo dei Rally – Prima puntata

Una delle discipline motoristiche più affascinanti è certamente il rally, commistione tra tecnica, strategia, rischio e sana pazzia, spesso però ingiustamente sottovalutato e giocoforza ristretto ad una nicchia. Per questo nella speranza di convincere i più scettici alla conversione e aiutare chi in questo sport vorrebbe inserirsi ci siamo fatti affiancare dalla coppia più vincente del traverso made in Italy Paolo Andreucci – Anna Andreussi per farci spiegare in un viaggio a puntate qualche segreto a partire dagli aspetti pratici e basici come il vestiario e l’attrezzatura essenziale per affrontare una qualsiasi speciale, nello specifico illustrati dalla navigatrice friulana.

Innanzitutto prima di partire per una gara cosa si deve mettere in valigia?

Per quanto ci riguarda abbiamo tre valigie personali, due con il ricambio e l’abbigliamento da corsa, quindi quella più tecnica con quaderni, mappe, matite, batterie per orologi e cronometri, quella del pilota con i vestiti casual e scarpe sportive per le ricognizioni e poi i caschi che però non portiamo con noi ma lasciamo nel camion nelle mani della squadra. In generale quindi siamo tra le cinque o le sei borse.

Oltre a ciò che si indossa anche i dispositivi di sicurezza sono rilevanti per un equipaggio. Ve ne occupate direttamente voi?

Di solito sì.  In qualità di ufficiali Peugeot Italia possiamo recarci in selleria alla Sparco per seguire da vicino la produzione dei sedili che vengono rifiniti su misura. Ad esempio io preferisco averlo rinforzato sulle fasce lombari essendo piccola di statura e leggermente rialzato perché tendo   incastrami con il braccio tra il profilo e il roll bar, allo stesso modo Paolo fa apportare sempre delle modifiche visto che la scocca base viene costantemente migliorata e comunque il fisico da una stagione all’altra cambia. Importantissimo poi è il casco ugualmente rivisto annualmente, anzi colgo l’occasione per invitare anche gli amatori a portarlo in revisione almeno ogni due anni perché la sicurezza viene prima di tutto. In merito a questo argomento è bene dire che i materiali rivestono un’importanza notevole, tuttavia più il prodotto è leggero maggiore è il prezzo seppure qualità e resistenza devono rimanere le medesime, dunque da una base di 500/600 euro il conto può addirittura triplicare. Ritengo comunque che ne valga la pena perché anche solo pochi grammi possono fare la differenza a livello di sensazioni sorpattutto se lo devi tenere su per diverse ore. Altro strumento imprescindibile è l’hans, il supporto per collo e testa, senza cui non saliamo mai in macchina, anch’esso controllato a inizio campionato in tutti i suoi ganci e disponibile in diverse fatture e parimenti di peso diverso. Infine ci sono le cinture che ci tengono legati in cinque punti, due dalle spalle, due alla vita e una tra le gambe.

Per chi volesse invece scoprire come si svolge un weekend di gara rimandiamo alla prossima settimana…

18th maggio, 2014

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